Escluso, arrabbiato, dice che si toglierà un po' di sassolini dalle scarpe. Maurizio Galardo è il primo caso scomodo che scoppia a destra a pochi giorni dalla presentazione delle liste, se si fa eccezione per Claudio Durigon che però è stata una vicenda nazionale. L'ex vicesindaco in quota Udc era in predicato di entrare nella lista di Forza Italia, anzi sostiene che questa fosse già pronta. Poi la svolta, Galardo si ritira. E accompagna questa decisione con una lunga lettera di accuse che non esauriscono l'argomento perché lui stesso ha già annunciato una conferenza stampa.

Ecco cosa dice: «Dopo una attenta e approfondita riflessione relativa alle prossime elezioni amministrative del Comune di Latina e dell'assetto politico che si sta configurando nell'ambito del Centro-destra, ritengo di dover ritirare la mia candidatura al Consiglio Comunale già presentata in Forza Italia. Le motivazioni che mi spingono a tale gesto sono determinate dalle numerose contraddizioni che accompagnano il Centro-destra a Latina e il suo candidato sindaco. Personaggi e partiti che nel 2010 hanno provveduto alla clamorosa sfiducia dell'allora sindaco Zaccheo, oggi si ritrovano nelle liste a sostegno di Zaccheo o rivestono cariche politiche che hanno determinato e ufficializzato tale candidatura. Ciò dimostra che non c'è coerenza né linearità nelle scelte. Ma ancora, il fatto di maggior rilevanza è che l'intero Centro-destra in 11 anni non è stato in grado di formare a Latina una classe dirigente capace di esprimere il candidato Sindaco nel segno di un chiaro rinnovamento».

Si tratta di considerazioni condivisibili da qualunque osservatore esterno alla politica di Latina. Ma il punto è che di quella fase cui fa riferimento Galardo ha fatto parte egli stesso in posizione apicale. E' vero infatti che appare quasi surreale che chi ha fatto cadere Zaccheo nel 2010 ora lo sostenga, ma quel partito è esattamente Forza Italia, ossia la lista con la quale si stava candidando, fino a ieri, Maurizio Galardo. Ed è altresì innegabile che il centrodestra non sia stato capace di costruire una nuova e giovane classe dirigente in grado di esprimere un candidato 4.0 ma è una «colpa» che Galardo non può scaricare solo sugli altri. E' anche colpa sua, se di colpe si vuole parlare e non invece di più semplice incapacità e generosità verso le nuove generazioni.

Tutto questo però non esaurisce la vera storia della defezione di Maurizio Galardo, perché a fare da detonatore ci si è messo dell'altro, in specie la vecchia indagine in cui fu coinvolto (insieme a Vincenzo Zaccheo) a latere dell'inchiesta sulle truffe in danno di tre compagnie di assicurazioni. La Procura nel 2009 era sulle tracce di una ipotesi di inquinamento degli appalti e di alcuni concorsi al Comune di Latina, mise le cimici dentro l'ufficio di Galardo ma una soffiata fatta da un carabiniere del Ros fece saltare tutto. Gli stessi carabinieri ipotizzano in atti, usciti nel 2015 in sede di richiesta di archiviazione, che la soffiata arrivò proprio nell'ufficio del sindaco Zaccheo. Il quale avrebbe avvertito Galardo, facendogli, in definitiva, un favore. Sta di fatto che la stessa Procura chiese l'archiviazione ma a carico Maurizio Galardo sono rimaste le accuse relative alla truffa alle assicurazioni per i finti incidenti, fino a giugno scorso quando il processo è definitivamente morto per intervenuta prescrizione. Tuttavia queste due storie sono state oggetto di dibattito dentro la coalizione di centrodestra e in molti avrebbero chiesto di evitare candidature capaci di scatenare critiche feroci e riportare sotto i riflettori quella inchiesta inutilizzabile sul piano processuale ma i cui atti e relative intercettazioni sono oggetto di discovery dentro il procedimento delle assicurazioni, dunque pubbliche e altamente pericolose in una campagna elettorale. Tanto più che negli stessi atto si ipotizza il coinvolgimento di Galardo nella concessione della pensione di invalidità ad Antonio Ciarelli e con tutto quello che è accaduto sul fronte delle inchieste sulle famiglie rom di Latina sarebbe stata un'altra grana, oltre che un assist formidabile per gli avversari.