A meno di 24 ore dalla presentazione delle liste arriva il colpo di scena: Alessandro Cozzolino, ex capogruppo e segretario del Partito democratico annuncia che non si candiderà al Consiglio comunale. Un cambio di rotta maturato nelle ultime ore, anche perché appena lo scorso 22 agosto, Cozzolino confermava pubblicamente la propria corsa al Consiglio. In una intervista al nostro giornale, alla domanda sulla ricandidatura, rispondeva: «La scelta di candidarsi è maturata poche settimane fa, anche per l'appello di mettere in campo tutte le energie possibili per dare un contributo al partito e alla coalizione. Sono felice di presentarmi in coppia con Simona Gasbarri, che è attiva da diversi anni nel Pd ma alla sua prima candidatura ad elezioni amministrative. Sicuramente il mio impegno sarà per lo sport, mettendo in condizione di poter svolgere le proprie attività le tante associazioni sportive che stanno vivendo momenti di difficoltà. Si deve poi guardare all'Europa, fonte preziosa di risorse economiche da acquisire attraverso il meccanismo dei bandi europei, quindi potenziare gli uffici che si occupano di tale settore. Questo e le risorse legate al recovery found quindi alla transizione ecologica possono, se intercettate e ben sfruttate cambiare il volto della città, rendendola più green e a misura di cittadino».

Oggi invece le prospettive sono cambiate. E Cozzolino ha optato per il passo indietro. Le motivazioni? Profondamente personali e le illustra lui stesso. «Ho deciso di non ricandidarmi alle prossime elezioni comunali di Latina. L'amministrazione richiede un impegno costante che non conosce orari ma io in questo momento non avrei modo di onorarlo al meglio, finendo per trascurare la città o la famiglia.

Oggi la mia priorità è proprio la famiglia e le mie due bambine, Anna di 2 anni e Vittoria di 2 mesi. Rimango a disposizione del Partito Democratico e farò il possibile per dare una mano in questa difficile campagna elettorale». Cozzolino sosterrà la candidatura di Simona Gasbarri, uno dei volti emergenti del Pd che avrebbe dovuto fare ticket proprio con l'ex segretario.

Il Partito democratico, senza dubbio, perde un'altra importante pedina. Con lui, i primi cinque più votati della lista dem nel 2016 non si ricandidano perché o hanno deciso di non farlo oppure sono passati ad altre formazioni politiche. In tutto, quasi 3500 voti di preferenza. Non proprio il miglior viatico per i dem che ora cercheranno di recuperare il margine attraverso i volti nuovi. Non sarà facile, questo è certo.