Se il timore dei dirigenti locali della Lega era quello di non riuscire a riempire piazza Dante, già prima dell'arrivo di Salvini hanno potuto tirare il sospiro di sollievo. Stavolta, però, niente passerella da rockstar come in passato al parco Falcone e Borsellino. Viene da una settimana difficile, Salvini e la tensione di questi giorni per il caso Morisi è evidente. E infatti il primo tema che tocca è quello. E se la prende, immancabilmente coi «giornalisti guardoni che guardano a cosa fanno nelle loro stanze le persone». 
Salvini però è a Latina per fare campagna elettorale. E il canovaccio del comizio è presto servito. «In Italia servono sindaci capaci e competenti. Non gente che non sa dove mettere le mani. Serve chi sa parlare di raccolta differenziata: non si pagano bollette altissime per avere cumuli di immondizia per la strada».

All'improvviso tira fuori una dichiarazione d'amore per Latina. «I giornalisti mi chiedono perché con tanti comuni grandi al voto, io vengo qui a Latina. Lo faccio perché per me Latina è più importante di tante altre città. Grazie a voi, la vinciamo al primo turno, questa competizione». Ai presenti lancia un avvertimento, per evitare possibili sedute sugli allori. «C'è un 40% di indecisi: ognuno di loro, ognuno di voi, è un mattoncino per la vittoria. Dovete andare a prendere fino all'ultimo voto, tutti sono importanti»

Una battuta, infine, la riserva anche a Claudio Durigon. «Ha fatto e farà tanto per Latina. Certo non si occuperà mai di toponomastica». Lui, Durigon, lancia un appello ai presenti, al pubblico e ai candidati consiglieri «affinché continuino fino all'ultimo minuto utile a convincere gli elettori. Possiamo vincere al primo turno. Portate a votare amici, parenti, moglie e .... amanti» e giù risate.