Apportare delle modifiche al documento considerato blando proposto dal sindaco Damiano Coletta, oppure rispondere direttamente "no grazie" e andare in Consiglio comunale a discutere davanti alla città su quel che è meglio fare, dando comunque a Coletta la possibilità di comporre la giunta e poi giudicarlo sul pacchetto completo. Sono le varie ipotesi che in queste ore tormentano i partiti del centrodestra di Latina. Al cui interno c'è chi vorrebbe dare l'ok alla collaborazione col centrosinistra in cambio di alcuni aggiustamenti al documento e chi invece ritiene che la maggioranza debba restare compatta e dettare l'agenda dalle commissioni e dal Consiglio.

Il primo cittadino, dal canto suo, si attende delle risposte definitive nel giro delle prossime 24 ore, perché poi deve accelerare sulla composizione della giunta da presentare in aula il prossimo 9 novembre. In questo senso, Coletta, diversi nomi li avrebbe già annotati sul taccuino, contattando già i papabili. Deve solo capire se qualche slot andrà lasciato al centrodestra oppure no. E soprattutto deve superare le diffidenze che continuano a crescere all'interno di Latina Bene Comune che se già aveva perplessità a fare un accordo col Partito democratico, figuriamoci a dividere la gestione amministrativa con Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Intanto i partiti che hanno sostenuto Coletta in campagna elettorale lo hanno rassicurato, schierandosi dalla sua parte rispetto alla richiesta che arriva da destra di porgere scuse per quanto affermato in campagna elettorale. Martedì 9, in Consiglio, nel suo intervento, Coletta non pronuncerà scuse ma ripeterà quello che ha detto in queste ultime riunioni col centrodestra: quel che accade in campagna elettorale, rimane in campagna elettorale, come in una partita di calcio. Al fischio finale si lavora tutti per un obiettivo comune. A sinistra sono convinti che quello del centrodestra sia un abile bluff per crearsi un alibi perché la verità è che Lega e Fratelli d'Italia, in particolare, non hanno il coraggio di condividere un percorso insieme a Coletta.

Ed effettivamente la confusione che regna all'interno dei tre partiti che hanno avuto la maggioranza lo scorso 3 e 4 ottobre, è tale da alimentare i sospetti. Privi di una cabina di regia di coalizione, Lega, Fratelli e Forza Italia hanno analizzato autonomamente la proposta programmatica di Coletta, giungendo però quasi tutti alla stessa conclusione. Il Patto per Latina è talmente generico che potrebbe andar bene a chiunque, ma che non serve a quelle che sono le reali necessità del capoluogo. Ma è sul passo successivo che l'unità s'incrina. In tutti e tre i partiti c'è chi insiste per migliorare il documento e avviare un percorso in qualche maniera condiviso, almeno su alcuni punti e con una cornice temporale definita. Il tutto senza ingresso in giunta o partecipazione all'azione amministrativa. Il centrodestra sembra convinto di poter lavorare usando la propria maggioranza in aula e in commissione e di portare l'amministrazione all'approvazione del bilancio di previsione per poi decidere, nei primi mesi del 2022, se andare avanti o se staccare la spina al sindaco Coletta. Forza Italia è quella che spinge di più per far partire l'amministrazione e vedere alla prova dei fatti cosa farà Coletta. Dall'altra parte c'è invece chi vorrebbe chiudere ogni discorso con Coletta e il centrosinistra, iniziando a pianificare come sfiduciarlo per tornare così a votare nel 2022.