"Il caso del dipendente comunale indagato per corruzione ma promosso a responsabile della Toponomastica è frutto delle politiche del personale adottate da Lbc. Fermo restando i principi di garantismo, che valgono per tutti, l'incarico al geometra resta un esempio di inopportunità motivata dalla carenza di personale. E' la pianta organica sprovvista di adeguate risorse umane che spinge a soluzioni estreme". Così, la capogruppo e il consigliere comunale di FdI, rispettivamente Matilde Celentano e Andrea Chiarato, commentano quanto emerso, nei giorni scorsi, in Comune.

"Non serviva questo esempio per dimostrare come, in questi ultimi anni, l'amministrazione comunale anziché risolvere la penuria di personale con propri concorsi, favorendo al contempo il riconoscimento di legittime aspettative da parte dei dipendenti interni, ha commesso il doppio sbaglio di attingere alle graduatorie residuali di altri enti e di mettere in fuga le personalità interne attraverso continue mortificazioni. L'assenza di concorsi, con la politica adottata di attingere dalle graduatorie di altri enti pubblici anche fuori provincia, ha comportato e comporta l'arrivo al Comune di Latina non di vincitori di concorso ma di concorrenti in fondo alle graduatorie che, per altro, non essendo residenti in città alla prima occasione utile si avvicinano a casa creando un ulteriore disagio lavorativo nel nostro Comune. Le politiche del personale, portate avanti dall'ex vice sindaco Maria Paola Briganti in sinergia con l'apparato tecnico rappresentato dal segretario/direttore generale Rosa Iovinella, vanno completamente riscritte per restituire alla città l'efficienza dei servizi comunali. Non sono lontane quelle commissioni consiliari in cui, nell'esaminare le cause di iter burocratici senza soluzioni, emergeva puntualmente il problema dei funzionari continuamente spostati di ufficio motivo per cui il subentrante doveva ripartire da zero".