"Restiamo basiti dall'apprendere quanto sta avvenendo all'interno della maggioranza circa il futuro dell'ex mercato annonario, perché il paladino della trasparenza, il sindaco Damiano Coletta, si sta rivelando un vero e proprio campione di opacità". Così, in una nota, i capigruppo di FdI, Lega e Latina nel Cuore, in una nota critica nei confronti dell'amministrazione comunale.

"Il motivo del contendere tra i partiti che lo sostengono, sono due differenti progetti per il futuro dell'edificio di Via Don Morosini. Non può che trovarci d'accordo l'idea di restituire dignità e decoro all'ex mercato annonario, ma le modalità ci lasciano allibiti. Abbiamo appreso direttamente dall'assessore Caschera che dal 2019 il Comune di Latina è in possesso di un progetto elaborato dall'Arsial e lasciato chiuso in un cassetto. Ci chiediamo come mai non è stato presentato alle competenti commissioni. Perché non viene presentato ora lo sappiamo: a causa dei capricci di LBC le commissioni ancora non sono formate. Me per quel che riguarda la precedente consiliatura, forse una risposta c'è: basta rispondere a questa semplice domanda: "il progetto dell'Arsial è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche?" perché se ciò non fosse stato fatto, il progetto presentato dall'Arsial, su richiesta della giunta, viola completamente il codice degli appalti che prevede che le opere da realizzare siano preliminarmente inserite nel piano triennale delle opere pubbliche. Fatto questo passaggio, il progetto sarebbe dovuto essere messo a gara, con regolare pubblicazione di un bando. Tutto questo nel caso di Arsial è avvenuto? Non meno grave il fatto che Latina Bene Comune appoggi invece il progetto presentato da un privato in piena campagna elettorale, perché questo, anche qualora avesse tutti i requisiti burocratici richiesti e fosse ritenuto fattibile, quindi approvato e dichiarato di pubblico interesse dall'amministrazione, dovrebbe comunque essere messo a gara per la sua realizzazione. A questo punto dal sindaco Coletta pretendiamo delle risposte. Dove è finita in questo caso la sua tanto sbandierata trasparenza? È etico che un partito accetti un progetto simile in piena campagna elettorale? È opportuno che dopo aver speso (probabilmente) dei soldi pubblici per far realizzare un piano all'Arsial, il Sindaco coinvolga anche dei privati? Oppure dobbiamo pensare che sul mercato annonario siano state fatte delle promesse che ora il sindaco non può mantenere? Il Sindaco sta tutelando il bene comune o l'interesse di pochi? Di una cosa siamo certi: questa vicenda sancisce la definitiva morte della trasparenza su cui il sindaco Coletta ha costruito negli anni la sua immagine, ora decisamente sbiadita".