Era atteso, dopo quella di Rosa Iovinella, ed è arrivato il parere dell'avvocatura comunale chiamata a dirimere il metodo per attribuire i seggi nelle commissioni consiliari, ancora non costituite e ferme a questo punto per il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. Un indirizzo chiaro e senza possibilità di fraintendimenti quello del legale Francesco Paolo Cavalcanti che nella sua risposta stabilisce, in questo avallando tecnicamente la tesi della minoranza di centrodestra, che i seggi da attribuire ai consiglieri nelle dieci commissioni consiliari vadano assegnati proporzionalmente ai gruppi e non alle coalizioni di maggioranza e minoranza, come invece sosteneva la maggioranza Coletta. Questo il senso globale nella nota del professionista che spiega che l'Ordinamento comunale, per la sua attuale formulazione, dispone di un'impostazione tale per cui «nella composizione delle Commissioni non possa farsi riferimento alle aggregazioni, di maggioranza/minoranza, ma alle singole forze politiche».

«Tale lettura è autorizzata dal tenore delle parole utilizzate nell'articolo 2 del Regolamento sul funzionamento delle commissioni» - (quello a cui aveva fatto riferimento il centrodestra ndr) «il quale se avesse voluto fare riferimento alle coalizioni formatesi in consiglio, avrebbe dovuto esprimersi in tal senso». I consiglieri – specifica il parere – sono eletti sulla base dell'appartenenza allo specifico partito/movimento/lista in cui si presentano candidati, e non alla coalizione che li raggruppa. Cavalcanti chiarisce anche in merito all'eventualità che il risultato della divisione del numero dei componenti l'organo collegiale dia un resto in decimali, l'ipotesi che ha creato lo scontro (il passaggio di Pagliari alla Lega con i resti andava a sottrarre un seggio alla maggioranza Coletta e a darne uno in più al centrodestra alterando la parità tra le due coalizioni): per l'avvocatura «si ritiene sia praticabile l'opzione dell'arrotondamento per eccesso alla cifra intera superiore». Canta vittoria il centrodestra in una nota firmata dai capogruppo di Fratelli d'Italia e Latina nel cuore Matilde Celentano e Dino Iavarone e dalla coordinatrice comunale della Lega Pina Cochi. «Il parere dell'avvocatura circa la composizione delle commissioni consiliari dà ragione al centrodestra e dimostra come il sindaco Coletta e la sua coalizione di estrema sinistra abbiano messo in piedi un goffo e maldestro tentativo di ribaltare il risultato elettorale – scrivono - l'avvocatura ha messo nero su bianco che le commissioni consiliari vanno composte in proporzione alla consistenza dei gruppi consiliari e non dei rapporti tra schieramenti che si sono delineati in consiglio, come LBC e il resto della sedicente "maggioranza di programma" avrebbero voluto. Stavamo per assistere ad un autentico scippo della volontà popolare. Anche su Latina stava per accadere quello che succede ormai da anni in ambito nazionale, dove la sinistra non sa vincere le elezioni ma trova sempre sotterfugi e trame per poter governare. Fortunatamente questo tentativo nel capoluogo pontino è stato fermato, ma sta costando alla città un ulteriore e prolungato immobilismo. Sono trascorsi 4 mesi dalle elezioni, ma Coletta e la sua coalizione stanno tenendo in ostaggio la città, perdendo tempo alla ricerca di stratagemmi che permettano di puntellare una fragile maggioranza che fatica a stare in piedi. Adesso auspichiamo che non ci siano più scuse: si formino immediatamente le commissioni, rispettando la volontà elettorale e si inizi ad amministrare. Ulteriori ritardi saranno la conferma che c'è una sola via di uscita a questo stallo: il ritorno al voto».