Due pareri tecnici di segno diverso, ma che rilevano all'unisono la carenza nel regolamento del Comune, uffici di uno stesso ente che vanno in contraddizione e una vicenda, segno dell'inconcludenza della politica, che sta diventando una farsa. Nessuno vuole cedere, tra maggioranza e opposizione, su quel seggio in più nelle commissioni e quel seggio sta trascinando questa vicenda troppo oltre, a quasi quattro mesi dal voto, segno che quell'armonia tra forze politiche che Forza Italia considerava risultato già raggiunto, è invece un miraggio. Il metodo per l'assegnazione dei 110 seggi nelle commissioni con la proposta della coalizione di programma di dividerli 55 a 55, avvalorata (per deduzione logica ma non esplicitata dalle norme) dal parere della segreteria generale, e quella 56 a 54 (con la Lega passata a sei consiglieri dopo l'acquisizione di Pagliari) in favore del centrodestra avallata invece dal parere legale dell'Avvocatura, è diventato il tecnicismo per coprire l'ignavia dei partiti che non riescono a trovare una via comune per trovare l'accordo. E' evidente anche che aver percorso la strada tecnica per risolvere l'impasse ora mette di fronte a una scelta obbligata: rispettare quello che i tecnici hanno detto per osservare le norme e non incorrere nel rischio di ricorsi. Ma non è tutto così lineare perché se il dirigente del servizio affari istituzionali non ha dato parere positivo alla delibera di consiglio fatta sui presupposti dell'ufficio legale dell'ente evidentemente qualcosa non torna e due uffici dello stesso Comune non hanno dialogato: ha sbagliato l'avvocatura o ha sbagliato il servizio e la direzione generale?

Da parte sua i partiti non danno segno di distensione e la palla passerà al consiglio comunale: La coalizione Coletta chiede cooperazione e confronto e di allinearsi a questo spirito ma "parla di tecnicismi e ostruzionismi" quando lei stessa ha chiesto il parere dei tecnici con una nota protocollata a segreteria generale e avvocatura. Il centrodestra dall'altra parte non vuole cedere dice di non volere commissioni in più, ma chiede il rispetto delle norme. Ora la strada che si prospetta e che ha prospettato la segreteria generale è di portare la delibera in consiglio con il doppio parere, contenente cioè le due proposte in modo da essere emendata e votata. In consiglio con i voti di misura di Coletta è scontato prevedere che passerà la loro proposta con i seggi in parità 55 a 55, ma l'altro dubbio è se questa soluzione non corra il rischio di incorrere in ricorsi di natura giuridico-amministrativa. A quel punto di fronte a un ricorso sarebbe chiamata a difendere l'ente proprio l'Avvocatura, quella che ha redatto il parere non confluito nella decisione finale: un altro paradosso frutto di questa storia. Il centrodestra (Lega, FdI e Lnc) si è espresso congiuntamente in merito: «E' stata persa l'ennesima occasione per uscire dallo stallo politico-amministrativo venutosi a creare per la mancanza di equilibrio da parte della coalizione del sindaco nella gestione di una situazione che lo vogliamo ricordare è totalmente differente dalla scorsa legislatura, non c'è una maggioranza solida che può dettare le regole, ci troviamo in una situazione di sostanziale parità e per quanto possa dare fastidio a chi non è abituato al confronto, l'unico modo per ottenere risultati è proprio la ricerca del dialogo e l'accettazione di soluzioni mediane e non di parte».