"Il futuro della Banca d'Italia ha bisogno non di una mozione d'intenti, ma di un largo dibattito, che interessi la città intera e che soprattutto sia mosso da una visione d'insieme di quello che vuole essere e diventare il centro storico della città di Latina in futuro. Tutte cose che l'amministrazione Coletta non reputa fondamentali, evidentemente". Lo afferma la consigliera comunale della Lega Giovanna Miele, che ribadisce così il concetto espresso durante il Consiglio comunale del 1 febbraio, dove la maggioranza formata da Pd, Lbc e Forza Italia ha approvato una mozione generica per destinare l'immobile di piazza della Libertà ai giovani attraverso la predisposizione di aule studio, sale polifunzionali, luoghi di aggregazione per giovani.

"Critico rispetto a questa scelta della maggioranza anche il presidente dell'associazione Identità Futuro Stefano Vali: "Condividiamo la necessità di avere uno sguardo rivolto alle nuove genrazioni e alla loro formazione e ricerca di progetti di condivisione. Tuttavia rileviamo la mancanza di progetti e di una visione a medio-lungo termine. Si denota con chiarezza l'assenza di una strategia e di una visione della città da parte dell'amministrazione comunale. Una mancanza che avevamo avuto modo di denunciare anche nei cinque anni scorsi. Purtroppo nulla è cambiato. Parole al vento, inutili senza una strategia. La proposta approvata in Consiglio è scollegata completamente da una visione d'insieme rispetto alle prospettive di sviluppo e riqualificazione dell'intero centro storico, motore di aggregazione e di identificazione culturale della cittadinanza, nonché rispetto ad un disegno più generale e d'insieme dello sviluppo della città e dei borghi limitrofi. Quello della Banca d'Italia rischia di essere l'ennesimo progetto fine a se stesso. E sarebbe una beffa per i giovani".

La consigliera comunale Miele rincara la dose: "C'è bisogno di una riflessione sulla mancanza di visione identitaria che la politica di governo cittadino ha rispetto alla città. Così come dichiarato in consiglio comunale il patrimonio territoriale si coniuga con l'identità culturale di Latina. Abbiamo bisogno che Latina viva un presente direttamente collegato al futuro. Abbiamo bisogno di migliorare i servizi di mobilità, di rivedere il piano urbanistico, di rendere operative le scelte di indirizzo politico. Serve una città che abbia finalmente un'anima.
Il Centenario di Latina è dietro l'angolo e siamo ancora nella fase del laboratorio di idee per il centro storico, per i borghi, per le periferie e per i quartieri. Senza considerare la portualità. In sei anni l'amministrazione Coletta non è stata nemmeno in grado di chiarire se vuole la Ztl o l'isola pedonale in centro. Non posso che esprimere contrarietà al metodo superficiale col quale si spendono soldi pubblici, si impiegano risorse umane, si aprono dibattiti mal posti. Il vero nodo della questione Banca d'Italia è quello di un edificio allocato nel centro cittadino, su una piazza storica che si affaccia davanti al Palazzo del Governo e quindi non può essere considerato al pari di qualunque altro edificio di grandi dimensioni. La politica ha il dovere di donare alla città la prospettiva di sviluppo economico e sociale, anche e soprattutto attraverso scelte mirate alla salvaguardia della storia con un occhio lungimirante verso il domani. Abbiamo già pagato scelte avventate e idee visionarie che fanno di Latina una grande incompiuta e non vorrei dovessimo aggiungere anche la ex banca d'Italia all'elenco".

Banca d'Italia, Miele e Vali (Laboratorio Identità Futuro): "Serve un dibattito ampio sull'utilizzo dell'immobile, che faccia luce anche su una visione generale che riguarda tutta la città di Latina"