"L'esodo dei giovani che lasciano Latina per lavorare o trovare fortuna altrove, deve far riflettere e tutti dobbiamo lavorare affinché si inverta la rotta!". Lo afferma il consigliere comunale e portavoce di Fratelli d'Italia Gianluca Di Cocco facendo riferimento al recente censimento elaborato da Sole 24 ore su dati Istat. "I numeri sono preoccupanti - aggiunge Di Cocco - Ogni mese oltre 200 trasferimenti in altri Comuni italiani o all'estero. Latina e provincia non riescono ad essere attrattive e a mantenere qui i loro giovani.

Il tutto avviene dopo anni di analisi sulla «fuga dei talenti» e la percezione, fondata, di un mercato del lavoro incapace di offrire alle nuove generazioni sbocchi diversi rispetto a contratti precari, stipendi sotto la media e prospettive di crescita scarse. Ma attenzione - avverte Di Cocco - perché non c'è solo la fuga di cervelli, è nutrita anche la manodopera tradizionale: ragazzi che lavorano come camerieri in Germania, scaricano cassette di pesce in Australia, insomma fanno lavori meno qualificati. Fuori dalle nicchie più patinate, dal management alle cattedre universitarie, l'emigrazione degli italiani prevede la stessa «discesa sociale» che costringe a reinventarsi in mansioni più basse di quelle previste dalle proprie qualifiche. Allora mi chiedo, perché
non proporre politiche per reinventarsi anche qui da noi?

Il cercare lavoro altrove, comunque, denota come i ragazzi abbiano voglia di lavorare. Ma è qui che bisogna fare di più. Bisogna creare i presupposti affinché gli imprenditori possano investire, in modo legittimo, sul territorio, senza tenerli ingessati per ragioni burocratiche. Chi fa impresa ha bisogno di risposte veloci. Il Suap, il servizio di una carta di identità richiede mesi. Ma è possibile? Se non rendiamo agile il mercato del lavoro e semplifichiamo gli step per fare imprese, difficilmente creeremo opportunità di lavoro per i nostri giovani.", conclude il consigliere Di Cocco.