Il bilancio della Provincia di Latina è stato approvato ieri, 14 aprile. Un cambio di passo evidente rispetto al passato, quando spesso si arrivava a ottobre ad approvare il documento economico. Il presidente Gerardo Stefanelli lo aveva promesso il giorno dopo l'insediamento: l'ente tornerà a correre. I primi passi stanno a testimoniare che è così.

Poche apparizioni pubbliche, molto lavoro dietro le quinte. È la ricetta giusta questa?
I cittadini vogliono risposte da chi amministra la cosa pubblica, non parole. La Provincia ha bisogno di viaggiare veloce per risolvere i problemi e aver approvato il bilancio in tempi stretti è fondamentale, perché ora procederemo con la preparazione del Peg e daremo gli obiettivi da raggiungere ai dipendenti. Guardi io vedo che in giro si fanno tanti convegni, tante tavole rotonde, dichiarazioni d'intenti pieni di buoni propositi. Per carità, ognuno interpreta come meglio crede il ruolo di pubblico amministratore. A me interessano i fatti e quelli si ottengono lavorando per risolvere i problemi che ci sono.

Infatti lei è poco presente nei convegni, anche istituzionali. Dunque è una scelta.
Insomma. A volte non mi invitano proprio. Non so per quale ragione, ma ultimamente la Provincia, dalle altre istituzioni, è considerata come se non esistesse, come se fosse scomparsa. Ecco un altro obiettivo che mi pongo è quello di far tornare la Provincia al centro dell'attenzione, ad essere istituzione riconosciuta e rispettata. Poi, in generale, a volte anche ad eventi pubblici dove l'ente era invitato non sono stato presente per motivi personali. In futuro vogliamo esserci e contare.

Della Provincia lei è anche dipendente. La conoscenza dell'ente si sta rivelando un vantaggio?
Assolutamente sì. Conosco la macchina amministrativa di via Costa, i suoi pregi e i suoi difetti. È anche per questo che non ho dovuto fare una fase di rodaggio ma sono subito partito a lavorare sul bilancio dell'ente.

Sui rifiuti quali sono le novità? In particolare sulla discarica?

La Regione Lazio ci ha commissariato anche se, mi permetta, quella da commissariare era la Regione medesima. Da anni dovrebbe istituire gli Ato e invece ancora tentenna. In questo modo ci ha impedito di accedere ai fondi del Pnrr che sono stati presentati dai Comuni. Sa quante cose avremmo potuto realizzare, a livello di impiantistica, utilizzando le risorse europee? Invece non possiamo fare niente. Sulla discarica non sappiamo nulla, ancora. Attendiamo i responsi del commissario. So che stava facendo approfondimenti su un paio di siti.

Mi pare che con la Regione non ci sia un gran feeling.
Ma no, i rapporti sono buoni. Solo che io sono abituato a guardare ai fatti. Mi spiego: sulla sanità sento parlare di grandi investimenti, dei nuovi ospedali, delle case della salute. Tutto bello e utile e sono felice. Ma poi bisogna anche fare i conti col fatto che non ci sono medici di base in tanti comuni della provincia. Io mi preoccupo anche di questo. E chi deve dare risposte cosa fa? Altro esempio: sono felice della nomina di Enrico Forte alla guida della Commissione Lavori pubblici e spero riesca a fare risultati, perché purtroppo ad oggi lo stato di Roma-Latina, Bretella Cisterna Valmontone o Pedemontana è sempre quello che c'era quando Zingaretti ha preso la guida della Regione Lazio. Non è cambiata una virgola. E il nostro territorio ha bisogno di colmare il gap infrastrutturale. Purtroppo scontiamo sempre una posizione romanocentrica della Regione. Forse serve un presidente che viene dalle province del Lazio per invertire la rotta?».