L'altro giorno il presidente della Provincia di Latina Gerardo Stefanelli ha fatto notare come, ad oggi, i principali progetti infrastrutturali per il territorio sono allo stesso punto in cui erano quando l'attuale amministrazione regionale ha vinto le elezioni. Ossia a zero. Come lo erano, del resto, con le amministrazioni che hanno preceduto quella Zingaretti. Sembra una maledizione, ma forse è solo mancanza di vero interesse da parte di chi gestisce il potere ed incapacità di chi rappresenta le istituzioni di spendersi per questo territorio. Tanto per fare un esempio, qualche settimana fa, il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini aveva lanciato un appello ai colleghi parlamentari, eurodeputati, consiglieri regionali per fare squadra nel nome del territorio. Sapete in quanti gli hanno risposto? Esatto.


Il gap infrastrutturale di cui soffre la provincia pontina è conosciuto da tutti. Negli anni si è parlato di Corridoi tirrenici, di Autostrade, di SuperPontina, Bretelle e Pedemontane, addirittura di aeroporti. A conti fatti non si è riusciti a fare niente, solo a riasfaltare e nemmeno tutta, l'attuale Pontina. Progetti, idee, proposte, soldi spesi, sprecati dimenticati. E nemmeno oggi che ci sono tutte le risorse del Pnrr si hanno certezze sulla realizzazione di queste opere che non sono troppe, sono il minimo per far uscire dall'isolamento un territorio che potrebbe essere tra i più ricchi d'Italia per potenzialità economiche e geografiche e che invece è il primo avamposto del sud del Paese.

Quindici giorni fa il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha detto che presto, in Prefettura, sarà presentata la Bretella Cisterna Valmontone, per la quale è stato nominato un commissario e dunque, si spera, sarà realizzata entro i prossimi anni. Tempi precisi non li dà nessuno, sia chiaro. Ma realizzare la Bretella per collegarci all'autostrada del Sole senza prevedere una trasformazione della Pontina, cosa può garantire? Una piccola agevolazione, un piccolo tassello. Che arriva con trent'anni di ritardo. L'Autostrada Roma-Latina, poi, è un mistero puro. A che punto sia la trafila sembra uno dei segreti di Fatima. La Regione s'è intestardita a voler fare in house l'opera salvo scoprire che è difficile quasi quanto fare la gara europea. Che poi, avessero dato retta all'Ance di Latina e modificato il bando di gara come dicevano i giudici, oggi avremmo un cantiere aperto.

La speranza è che nei prossimi mesi si cominci a muovere qualcosa di concreto, affinché davvero il territorio pontino possa avere finalmente delle risposte dal punto di vista delle grandi opere. E in questo senso, il ruolo delle istituzioni locali, sarà fondamentale.