Una resa dei conti al vetriolo dentro Fratelli d'Italia, il centrodestra che non vota i debiti fuori bilancio maturati durante la consiliatura Di Giorgi e la maggioranza che riesce a farlo mantenendo il numero legale in aula proprio grazie al presidente del consiglio Tiero, ancora una volta stampella di Coletta. Ha offerto uno spettacolo in parte ampiamente prevedibile ma non esaltante il consiglio comunale di ieri, nel quale si è consumato lo scontro verbale tra la capogruppo temporanea di FdI (in assenza della Celentano) Patrizia Fanti e Raimondo Tiero.


I nodi al pettine sono arrivati quando Fanti ha chiesto di parlare per mozione d'ordine, cogliendo l'occasione per criticare l'amministrazione Coletta sui fondi persi per le scuole e i ritardi del bilancio. Il centrodestra voleva cogliere questa occasione, anche con l'intervento precedente di Dino Iavarone, per criticare lo stallo dell'amministrazione prima di uscire per non votare due debiti fuori bilancio, uno riguardante una sentenza della Corte d'Appello di Roma in favore dell'ex dirigente del Lorenzo Le Donne da 3500 euro e l'altro con atto di precetto che riguardava una società di informatica, la Mewarps srl da 10.737 euro. Ma Tiero ha interrotto la consigliera del suo stesso partito facendone una questione di metodo, parlando di ‘considerazioni legittime', ma che non potevano essere espresse perché non avevano attinenza con il punto all'ordine del giorno. «Non può prendersi la libertà di togliere di parola a un consigliere che sta intervenendo– ha replicato la Fanti - Noi dobbiamo contare su un presidente del consiglio che faccia veramente il presidente». Da lì i toni si sono alzati e sembravano più consoni ad una resa dei conti interna tra i due consiglieri, in ticket elettorale alle ultime comunali ma evidentemente divisi più che mai. «Io da lei non accetto nessuna morale – ha replicato Tiero - io le tolgo la parola». «Io voglio finire quello che devo dire» – ha detto lei. «E si sbrighi pure – ha tuonato Tiero – sennò le tolgo la parola». E così è stato tra le proteste della consigliera «Lei deve ancora imparare la correttezza che non conosce da sempre» – sono state le ultime parole di Tiero dopo aver silenziato il suo microfono. Un atteggiamento censurabile e che non ha nulla di istituzionale pur se da inquadrare anche nella pressione politica da lui subìta in questi mesi da ambo le parti: ieri sapeva di dover assumere il ruolo di stampella all'amministrazione Coletta in assenza del centrodestra, mantenendo il numero legale. «Io non posso sottrarmi al mio ruolo istituzionale – spiega oggi – ciò non significa che non prenderò le mie decisioni sul bilancio, ma devo essere garanzia di tutto il consiglio e del suo svolgersi in modo corretto. Anche per questo ho ripreso la Fanti».