Il 12 giugno si vota per i referendum ma di fatto nessuno ne è al corrente. La campagna referendaria meno sentita della storia è decisamente questa. Facile pronosticare che i quesiti per i quali bisognerà esprimersi, difficilmente raggiungeranno il quorum del 50% più uno necessario per la loro validità. Ed è un fatto che gli stessi partiti che li hanno promossi raccogliendo le firme, vedi la Lega, siano decisamente sottotraccia sull'argomento.

I cinque referendum ammessi dalla Corte costituzionale (eliminato quello sulla responsabilità civile dei magistrati, forse l'unico che avrebbe avuto un seguito popolare) sono: Riforma del CSM; Equa valutazione dei magistrati; Separazione delle carriere dei magistrati sulla base della distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti; limiti agli abusi della custodia cautelare; abolizione del decreto Severino. Alcuni di questi punti, come quello sulla separazione delle carriere, fanno parte anche della Riforma Cartabia, attualmente in Parlamento per l'approvazione. In particolare la questione della distinzione tra giudice inquirente e giudicante: la riforma non separe le carriere ma le funzioni, prevedendo alcune limitazioni temporali.
Resta il fatto che i cinque quesiti saranno, tra poco più di un mese, al centro dei referendum e dunque della scelta dei cittadini. I quali, però, non sono ad oggi consapevoli di quello che è il loro compito. È necessario che i referendum sulla giustizia vengano supportati e promossi con i diversi argomenti e con le giuste motivazioni. È il tentativo che sta facendo il "Comitato garantista per il sì": proprio per ribadire che il garantismo è l'unico terreno fertile da cui possa nascere una riforma all'esito dei referendum, l'unico "luogo" veramente adatto alla battaglia referendaria. Il Comitato è promosso da Italia Europea e Comitato Ventotene. I partiti, al netto dei Radicali che stanno spingendo per quanto possono, sono abbastanza disinteressati.

Diciamo che la guerra tra Russia e Ucraina ha spostato l'interesse generale. In provincia pontina, ad oggi, l'unica iniziativa è targata Fratelli d'Italia, che tra parentesi non è che si fosse spesa molto per raccogliere le firme, al contrario dei colleghi della Lega, oggi più silenti. Certo manca più di un mese: la speranza è che si cominci a fare sul serio.