Nei giorni scorsi l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato ha annunciato la propria candidatura alle primarie del centrosinistra per la scelta del futuro candidato presidente della Regione Lazio. Una mossa attesa che di fatto ha rappresentato un "mostrare le carte" da parte dei contendenti. D'Amato ha un sostegno trasversare, non strettamente partitico, costruito sull'ottima gestione della pandemia Covid nel Lazio. Ma il personaggio che da più parti è indicato come il pole position per ricoprire il ruolo di candidato è Daniele Leodori, vicepresidente in carica e espressione dell'area che nel Partito democratico fa riferimento a Dario Franceschini.

Il nome di Leodori è importante anche per le implicazioni che ha nella provincia di Latina. A sostenere con convinzione la figura dell'attuale numero due di Zingaretti, è il consigliere regionale Enrico Forte. Più volte Leodori è venuto in provincia di Latina su invito del consigliere dem. Il rapporto tra i due è solido. Non solo per questo, ma anche per questo, Forte è determinato a tentare il tris, candidandosi nuovamente per il Consiglio.
Schierato con Leodori c'è anche Massimiliano Smeriglio. L'uomo della sinistra romana, eurodeputato del Pd, può portare un considerevole pacchetto di voti al candidato alle primarie. Il centrosinistra ha un unico, grosso punto interrogativo da chiarire: l'alleanza col Movimento 5 Stelle. Le tensioni romane seguite all'annuncio del sindaco della Capitale Roberto Gualtieri di voler realizzare un termovalorizzatore e la successiva strada spianata dal Governo a questo progetto, hanno indispettito una parte del Movimento. Mettendo a rischio l'alleanza per le regionali 2023. Ma è chiaro che se centrosinistra e M5S andranno separati, il rischio sconfitta stavolta è enorme. Perché il centrodestra ha numeri considerevoli nonostante le difficoltà.

E spostando lo sguardo a destra, si nota come da quelle parti la situazione sia per nulla tranquilla. La distanza tra Lega e Forza Italia da una parte e Fratelli d'Italia dall'altra, non depone a favore della coalizione. Il candidato alla presidenza toccherà con ogni probabilità a Fratelli d'Italia, ma nel partito della Meloni in tanti si defilano di fronte a questa possibilità. Sono tutti affascinati dall'idea di vincere le Politiche e ottenere così un ruolo di Governo o almeno di sottogoverno. Il potere, insomma.

Non che il ruolo di Governatore non dia soddisfazioni in tal senso. Ma dà anche parecchi grattacapi in più.
Sulle liste e i nomi dei candidati, la questione appare meno complessa. Forza Italia schiererà quasi certamente l'ex sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano, mentre va compreso cosa farà Pino Simeone. Fratelli d'Italia punta sul vicecoordinatore regionale Enrico Tiero, mentre la Lega avrà in campo al 100% il capogruppo uscente Angelo Tripodi. La scelta delle liste si incrocerà senza dubbio con quelle delle politiche e non c'è dubbio che alla fine potrebbero esserci non poche sorprese.