L'addio di Francesco Zicchieri lascerà sicuramente strascichi in un partito come la Lega dove da tempo ci sono dissapori interni tenuti a bada non senza difficoltà, dal coordinatore regionale Claudio Durigon. Tensioni destinate a crescere se tra un mese l'esito del voto alle comunali non porterà una crescita del partito nei comuni al voto e che rischia di tracimare in vista della composizione delle liste per Regionali e Politiche.

Il taglio dei parlamentari ridurrà inevitabilmente gli spazi disponibili e oggi il Carroccio non è in grado di garantire nulla a nessuno perché oltre agli uscenti ci sono tanti personaggi che ambiscono a un salto di qualità, dai consiglieri regionali ai sindaci delle varie città.
Nel Carroccio pontino i posti a disposizione non sono tanti mentre chi vi ambisce cresce sempre più. Per le Politiche, ovviamente, il discorso sarà particolarmente complesso. Di certo un solo posto eleggibile sarà destinato, nel listino, a un esponente del territorio. L'uninominale è una questione di coalizione e il posto, oggi, non potrà essere garantito a nessuno. Per le Regionali la Lega avrà in lista Angelo Tripodi, attuale capogruppo. Ma bisognerà comporre una lista con nomi forti che riescano a far aumentare le preferenze. Probabile che la Lega peschi tra i consiglieri comunali, da Latina a Formia.

L'addio di Zicchieri, al momento, non ha prodotto scossoni rilevanti. Claudio Durigon, per tutta la giornata di giovedì, ha provato a convincere il parlamentare di Terracina a tornare sui propri passi salvo ammettere che la situazione è ormai compromessa. Di certo Zicchieri ha avuto coraggio a fare una scelta che rischia di complicare il suo futuro politico. Ma il silenzio pubblico seguito alla sua uscita da parte della classe dirigente locale del partito la dice lunga su quanti potrebbero seguire la sua strada. Praticamente nessuno.

Eppure fu proprio Zicchieri l'unico a prendere posizione, mesi fa, contro le scelte del coordinatore regionale Claudio Durigon sulle nomine nei coordinamenti provinciali. Su facebool Zicchieri scrisse: «Non è concesso a nessuno di governare con ruoli regionali apicali questo partito con bugie, promesse, giochetti di basso profilo e garantire amici degli amici». Uno sfogo pesante che fu poi ricucito da Durigon, non senza difficoltà. Del resto come Zicchieri la pensavano anche altri nel Carroccio. E le recenti vicende di Gaeta e Sabaudia, con parte del partito che ha contestato la linea seguita per le comunali, lasciando il Carroccio, ne sono testimonianza. Ma mentre Zicchieri se ne va, gli altri restano. Tocca a loro adesso fare in modo che la Lega rimanga viva a livello elettorale. I risultati delle comunali del 12 giugno, in questo senso, saranno la cartina di tornasole sulla salute del partito.