«Il perdurare della siccità rischia di essere un problema enorme per le aziende agricole del territorio. Per questo ritengo indispensabile che gli enti locali, dalla Regione ai comuni prendano seriamente in considerazione la situazione». Lo afferma il parlamentare europeo della Lega Gruppo ID Matteo Adinolfi.

Aiutare le aziende agricole
«L'acqua, a causa delle rare precipitazioni che si sono registrate nei mesi scorsi, è insufficiente. L'inverno è stato atipico, con piogge scarse e i dati dell'Osservatorio nazionale di Anbi, riguardanti il livello dei fiumi laziali, non lasciano presagire, così come le previsioni meteo, nulla di positivo. Le aziende agricole, in questo senso, sono le più colpite in quanto i raccolti e i prodotti rischiano di subire un serio danno dalla perdurante siccità. Non dimentichiamo che l'agricoltura rappresenta uno dei settori trainanti dell'economia laziale e soprattutto della provincia di Latina. Dopo i due anni di pandemia e la guerra in Ucraina, adesso si aggiunge anche la siccità. Molti imprenditori agricoli mi segnalano poi le difficoltà legate all'aumento dei prezzi delle materie prime e non solo, che stanno incidendo pesantemente sulla produzione e sulla vendita. Mi faro promotore delle loro istanze anche a Bruxelles, perché è necessario che l'Unione europea si interessi anche di questo aspetto non secondario per il settore agricolo. Ma ritengo anche che debbano essere gli enti locali a fare la loro parte, inserendo nelle loro agende l'allarme siccità e la ricerca di soluzioni come una priorità. Di non secondaria importanza – prosegue Adinolfi – è il ruolo di Acqualatina in questa vicenda. La siccità rischia di creare problemi all'approvvigionamento idrico. Ma siccome questi scenari sono ampiamente prevedibili, mi auguro non ci siano gli errori del passato e che la stagione estiva appena iniziata non sia caratterizzata, nei comuni costieri presi d'assalto dai turisti, da continui abbassamenti del flusso idrico, che lasciano residenti, turisti e attività ricettive senza acqua per ore intere».

Sul tema sta già lavorando l'Anbi Lazio
«Come Anbi Lazio, con i diversi tecnici delle nostre strutture, abbiamo già realizzato una cartografia alla quale aggiungeremo i tasselli analitici delle nostre proposte per poi presentarle alle Istituzioni - afferma il presidente Sonia Ricci - Dobbiamo contribuire, come sistema Lazio, ad evitare che dell'acqua piovana che cade sul territorio venga trattenuta solo per l'11%, come accade ora. L'irrigazione ormai, in funzione anche del cambiamento climatico, viene richiesta praticamente per tutto l'anno. Anche per questo occorre affrontare il problema con nuove prospettive. Come prima risposta alla esigenza di risparmio della risorsa idrica e al suo oculato utilizzo, i Consorzi laziali hanno presentato progetti di ammodernamento delle reti irrigue da finanziare con i fondi Pnrr, che hanno l'obiettivo di coniugare il risparmio della risorsa idrica, contenendo le perdite derivanti dalla vetustà degli impianti realizzati anche oltre 40 anni fa, con la necessità di efficientare il servizio irriguo. I progetti riguardano buona parte del territorio attualmente servito, in quanto le specificità dei bandi non hanno consentito, purtroppo, la realizzazione di nuove opere o modifiche strutturali a quelle esistenti».