«A prescindere da chi fosse in vantaggio e chi no, è importante accertare le responsabilità di questi episodi e individuare chi ha sbagliato, come ciò è potuto accadere, e chi ne ha tratto vantaggio». Mette un punto alle polemiche di questi giorni provenienti dalla coalizione a sostegno di Coletta (che avevano sostenuto che nelle 22 sezioni avendo al primo turno avuto la maggioranza Zaccheo, non si poteva parlare di irregolarità attribuibili al centrosinistra) il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini. Lo ha fatto ieri annunciando di aver depositato in Senato l'interrogazione diretta al Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese per avere chiarezza circa i gravi fatti avvenuti nelle elezioni amministrative di Latina, certificati dalla sentenza del TAR dello scorso 8 luglio.
«Ho evidenziato al Ministro dell'Interno quanto documentato dalla magistratura, e cioè che in alcuni casi non c'è corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate. Questo potrebbe avere comportato, secondo la giustizia amministrativa, il verificarsi del fenomeno della "scheda ballerina". In almeno 4 sezioni, sulle 22 che andranno a votare, il TAR parla di episodi "eclatanti". Tutto questo potrebbe aver alterato l'esito del voto, in un contesto in cui il candidato sindaco del centrodestra ha mancato di poco il raggiungimento della maggioranza necessaria per aggiudicarsi la vittoria al primo turno». A secondo di chi fosse in vantaggio e che no, per Calandrini bisogna chiarire sotto il profilo della legittimità cosa è accaduto. Il tema è stato oggetto anche di una recente seduta alla Camera nel quale molti deputati si sono alternati commentando il caso del capoluogo pontino e chiamando in causa il Ministro per accendere un faro su questa vicenda. In particolare Paolo Trancassini di Fratelli d'Italia, Alessandro Battilocchio di Forza Italia e Francesca Gerardi della Lega, ma anche Raffaele Trano del Gruppo Misto si erano uniti alla richiesta di informativa per verificare più da vicino le irregolarità in 22 sezione su 116 nella seconda città del Lazio.
«Chiedo pertanto al Ministro Larmogese - conclude Calandrini - di fare quanto è nelle sue competenze per verificare i fatti avvenuti a Latina. Auspico possa arrivare una pronta risposta, la città merita di sapere la verità alla svelta. Ci attendono due appuntamenti importanti: l'eventuale pronuncia del Consiglio di Stato, cui il sindaco decaduto ha fatto ricorso, e soprattutto, le elezioni nelle 22 sezioni indicate dal Tar, fissate il 4 settembre. Prima di questi eventi, è importante fare luce su quanto avvenuto ad ottobre 2021».