L'indiscrezione circola da giorni anche se nel centrodestra non viene smentita né confermata. Ci potrebbe essere l'eventualità di un altro ricorso al Tar per impugnare i comizi elettorali indetti dal Prefetto che ha fissato la data del 4 settembre per il primo turno nelle 22 sezioni in ottemperanza alla sentenza del Tar, ma non quella di un eventuale ballottaggio.

A presentare il ricorso potrebbero essere i candidati sindaco di Latina che si erano presentati al turno elettorale amministrativo di ottobre e tra questi chi potrebbe avere interesse è Antonio Bottoni, tra i più critici sulla situazione amministrativa che si è creata. Il nodo non è peregrino perché è difficile ipotizzare che si possa cristallizzare il voto del ballottaggio dell'ottobre 2021 nel caso ci fossero differenze, come è presumibile che accada, nelle preferenze espresse dalle 22 sezioni interessate dalla rinnovazione del voto. Intanto sono iniziate a scoccare le prime scintille tra i due candidati, già in piena campagna elettorale dai primi minuti successivi all'esito del consiglio di Stato.

Coletta si è detto convinto di portare a casa il massimo risultato possibile, «perché questo potrebbe addirittura permetterci di conquistare il premio di maggioranza e superare le sabbie mobili della cosiddetta "anatra zoppa". Sono i miei avversari ad avere da perdere, mentre noi siamo chiamati a rimontare. Il prossimo 4 settembre Latina ha una grande opportunità: dare piena governabilità al sindaco che ha scelto». Vincenzo Zaccheo risponde al civico parlando di «mistificazioni da parte dell'ex sindaco Damiano Coletta». «Non fatevi ingannare – spiega - la sentenza è stata chiara - spiega Zaccheo - si torna alle urne in 22 sezioni perché il voto è stato inquinato. Lo ha decretato prima la Prefettura con il riconteggio delle schede, poi il Tar de Lazio e ora anche la sentenza di ieri. La sentenza parla di illegittimità compiute talmente gravi da superare addirittura la questione della scheda ballerina. E cosa fa Coletta? Va in giro a raccontare una storia che non corrisponde alla realtà, adducendo ogni responsabilità all'inesperienza dei componenti dei seggi.

Non è così. In una sezione sono stati rinvenuti ben 300 voti in più rispetto ai votanti. Chi li aggiunti non si sa, ma certamente non può essere stata negligenza o imperizia. Il dolo c'è ed è evidente. È preoccupante che un ex Sindaco voglia sminuire un fatto così grave e proporsi per tornare a governare». missario. Una evidenza che ha creato effetti dirompenti e che non ha bisogno di ulteriori chiose.