I collegi uninominali del Basso Lazio nel mirino dei big dei partiti del centrodestra. Questo perché secondo l'elaborazione dell'Istituto Cattaneo sono da considerarsi blindati per la coalizione. Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi. Le conferme arrivano pure dalle indiscrezioni riportate dal quotidiano La Repubblica: per esempio, relativamente al Senato, nel Lazio è in ballo la candidatura di Antonio Tajani.
I nomi in campo
Sempre secondo La Repubblica l'attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli «può essere destinato a Frosinone». Nel 2018 venne eletto in provincia di Latina. Quindi l'opzione di Antonio Tajani, coordinatore nazionale degli "azzurri", per Palazzo Madama. Non necessariamente quello che comprende Frosinone e Latina. Ma comunque nel Lazio. In ogni caso bisognerà fare i conti con il senatore e coordinatore regionale degli "azzurri" Claudio Fazzone, uno che è complicato scavalcare.
Mentre per la Lega i nomi che circolano relativamente a posizioni blindate sono quelli di Barbara Saltamartini, Simonetta Matone, Giulia Bongiorno, Maurizio Politi e Davide Bordoni. Il discorso è sempre lo stesso: tutto il territorio laziale verrà tenuto in considerazione, ma certo non si può ignorare il fatto che i quattro collegi maggioritari del Basso Lazio vengono definiti blindati per il centrodestra. Però nelle province di Latina e Frosinone la prima e ultima parola spetterà al deputato e coordinatore regionale Claudio Durigon. Diverso invece il discorso di Fratelli d'Italia: Giorgia Meloni è intenzionata a confermare gli uscenti e questo vuol dire che i senatori Massimo Ruspandini e Nicola Calandrini scattano dalla pole position. Mentre anche nel Partito Democratico bisognerà fare i conti con i pezzi da novanta nel Lazio. In questo caso però relativamente ai collegi plurinominali proporzionali. Più in generale comunque, al Senato nel Lazio sarà in corsa il Governatore Nicola Zingaretti. E sempre in orbita Regione circola l'opzione dell'assessore alla casa e all'urbanistica Massimiliano Valeriani. Dicevamo dei tanti nomi forti nel Lazio per i Democrat: Bruno Astorre, Matteo Orfini, Cecilia D'Elia, Michela De Biase, Patrizia Prestipino, Roberto Morassut, Marco Vincenzi, Marianna Madia, Marta Leonori. E naturalmente Claudio Mancini.
Il fattore Lazio
Il Lazio è stato diviso in due circoscrizioni elettorali: la 1 e la 2. Il Lazio 2 comprende le province di Frosinone, Latina, Viterbo, Rieti. I collegi plurinominali (proporzionale) della Camera di questa circoscrizione sono 2, con 5 collegi uninominali (maggioritari). A questa circoscrizione sono stati assegnati 12 seggi: 7 plurinominali, 5 maggioritari. In totale quindi 12 deputati. Per il Senato invece al Lazio sono stati assegnati 6 collegi uninominali e 12 plurinominali: 18 seggi. Tornando alla Camera, c'è pure il Lazio 1 (Roma): 24 seggi in totale, 9 uninominali e 15 plurinominali. Ricapitolando: 36 seggi per Montecitorio (16 plurinominali e 20 uninominali), 18 per Palazzo Madama (12 plurinominali e 6 uninominali). Una diminuzione netta di seggi, considerando i 345 seggi tagliati per via del referendum costituzionale. Poi c'è sempre l'effetto Roma. Così traducibile: se dovessero servire spazi eleggibili perché nella Capitale sono pochi, allora si può guardare alle province.
I collegi
I collegi maggioritari della Camera (nei quali si fa la differenza) nel Basso Lazio sono 3: uno di Latina (denominato U03), uno di Frosinone (denominato U04), uno di Terracina (denominato U05). Quello di Latina comprende 17 Comuni, tutti della provincia pontina. Quello di Frosinone 60 Comuni, tutti della Ciociaria. Il collegio uninominale di Terracina, Fondi, Gaeta, Formia e Cassino racchiude 47 Comuni. Il 62% della popolazione di questo collegio appartiene alla provincia di Latina e il restante 38% alla provincia di Frosinone. Il collegio uninominale del Senato, invece, è unico e racchiude interamente le province di Frosinone e Latina. Parliamo in totale di 124 Comuni. Ma anche in questo caso la provincia di Latina è prevalente, visto che esprime il 52,5% della popolazione. Mentre quella della provincia di Frosinone il 47,5%. Tutti questi quattro collegi, secondo lo studio dell'Istituto Cattaneo, sono considerati blindati per il centrodestra. Poi ci sono i proporzionali plurinominali, nei quali verranno presentati i cosiddetti "listini": quattro nomi con l'alternanza uomo-donna. O viceversa. Alle urne si andrà con il Rosatellum. In base al quale il 37% dei seggi (147 alla Camera e 74 al Senato) viene assegnato con il sistema maggioritario attraverso i collegi uninominali. Mentre il 63% (245 a Montecitorio e 122 a Palazzo Madama) con il sistema proporzionale nei collegi plurinominali. Altri 8 deputati e 4 senatori vengono eletti nella Circoscrizione Estero. Il Rosatellum stabilisce delle soglie di sbarramento, vale a dire delle percentuali al di sotto delle quali non si viene ammessi alla ripartizione dei seggi. Per le singole liste la soglia è del 3%, mentre per le coalizioni è del 10%.
La novità e la road map
Dicevamo della riduzione del numero dei parlamentari: alla Camera si passa da 630 a 400 deputati, a Palazzo Madama da 315 a 200 senatori. La legge costituzionale 1/2021 ha modificato l'articolo 58 della Costituzione, estendendo la possibilità di votare per il Senato anche ai giovani tra i 18 e i 25 anni. Prima per il Senato invece si poteva votare a partire dai 25 anni. Per il resto l'agenda è molto fitta: tra il 12 e il 14 agosto i partiti devono depositare al Viminale contrassegni e simboli elettorali. Poi, tra il 21 e il 22 agosto, è prevista la presentazione delle liste dei candidati. L'intero vademecum è contenuto in una nota che la Prefettura di Frosinone ha inviato ai sindaci e alle diverse istituzioni. Il 26 agosto inizia ufficialmente la propaganda elettorale con l'affissione dei manifesti. Mentre la prima seduta del nuovo Parlamento dovrà tenersi entro il 15 ottobre.