Otto giorni al termine ultimo per la presentazione dei candidati nei collegi uninominali e plurinominali. Da dopo Ferragosto, però, inizieranno le riunioni che contano, quelle che definiscono promossi e bocciati. Nel frattempo continui viaggi a Roma di tutti i protagonisti, anche perché i telefoni (quelli noti) dei leader nazionali e regionali dei partiti sono rigorosamente spenti. Il motivo è semplice: evitare di alimentare false speranze. In uno scenario comunque definito: da una parte i rappresentanti dei partiti nei territori, dall'altra i big romani, regionali e nazionali. Un esercito, considerando il taglio di 345 seggi.

Quindi, le prospettive diverse alimentate dai sondaggi e soprattutto dallo studio dell'Istituto Cattaneo: il centrodestra che guarda prevalentemente ai collegi maggioritari, il Pd ai plurinominali. Dove però bisognerà fare i conti pure con il Terzo Polo di Carlo Calenda (Azione) e Matteo Renzi (Italia Viva) e con il Movimento Cinque Stelle. Nel centrodestra mappa ormai definita nei collegi maggioritari del Basso Lazio: 2 a Fratelli d'Italia, 1 alla Lega, 1 a Forza Italia. Anche sui nomi c'è lo schema: Claudio Fazzone (Forza Italia) al Senato Latina-Frosinone, Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) al collegio della Camera Frosinone-Sora, Nicola Ottaviani (Lega) a quello della Camera Terracina-Cassino. Resta il collegio di Latina, in quota Fratelli d'Italia: potrebbe concorrere la leader Giorgia Meloni (in corsa pure in cinque plurinominali), altrimenti toccherà a Nicola Calandrini. Certamente però bisognerà capire la portata dell'affondo che qualche big potrebbe portare. Nei giorni scorsi, per esempio, in quota Lega erano circolati i nomi di Barbara Saltamartini, Federico Freni, Antonio Angelucci. Mentre nelle file degli "azzurri" quello di Paolo Barelli, eletto in provincia di Latina nel 2018. Quindi c'è sempre Antonio Tajani, che però sarà capolista in cinque collegi plurinominali, tra i quali quello del Senato, che comprende le province di Latina, Frosinone, Rieti, Viterbo, più diversi Comuni della città metropolitana di Roma Capitale. Più blindato non potrebbe essere Claudio Durigon, deputato e coordinatore regionale della Lega: concorrerà al Senato, sia nell'uninominale di Viterbo che al primo posto del proporzionale. I parlamentari uscenti del Carroccio Gianfranco Rufa (senatore) e Francesca Gerardi (deputato) saranno sicuramente inseriti nei listini dei collegi plurinominali. La posizione sarà fondamentale ai fini dell'eleggibilità. Claudio Durigon è già immerso nella campagna elettorale. Dice: «La Lega ha iniziato la propria campagna elettorale illuminando la sede dell'Inps perché crede che gli italiani meritino pensioni dignitose, con l'abolizione della legge Fornero e l'introduzione di Quota 41. Questo perché crede nei giovani e nel loro futuro: è necessario offrire loro un impiego dignitoso tramite il ricambio generazionale. Crediamo anche nella pace fiscale e nella flat tax. Lasciamo ai Dem la patrimoniale e le batterie cinesi».

Nel Partito Democratico Francesco De Angelis è un veterano di mille battaglie. Nel Lazio i big da blindare sono tanti e tutti nei collegi plurinominali. Alla Camera Nicola Zingaretti, Michela De Biase, Claudio Mancini, Marianna Madia, Matteo Orfini, Patrizia Prestipino. Al Senato Bruno Astorre e Monica Cirinnà. Ma pure Enrico Gasbarra. De Angelis punta al primo posto al plurinominale della Camera del Basso Lazio. Per gli uninominali nessuna novità: Sergio Messore in pole per Terracina-Cassino, Stefania Martini o Andrea Turriziani per Frosinone-Sora. Nel Terzo Polo (Azione e Italia Viva) i nomi di esponenti locali che si contenderanno una o due candidature sono quelli di Francesco Zicchieri, Antonello Antonellis, Germano Caperna, Valentina Calcagni, Giuseppe Golini Petrarcone. Ma attenzione: i posti ambiti sono quelli del proporzionale. Nei Cinque Stelle attesa per le parlamentarie. Alle quali partecipano Ilaria Fontana (deputato e sottosegretario al ministero della transizione ecologica) e Loreto Marcelli (capogruppo regionale). Per il resto, Luca Frusone dovrebbe essere della partita in Impegno Civico di Luigi Di Maio. Parliamo sempre di plurinominali. In tutto il Lazio ci sono 36 seggi alla Camera (22 proporzionali, 14 maggioritari) e 18 al Senato (12 proporzionali e 6 maggioritari). Per un totale di 54, vale a dire 32 in meno rispetto agli 86 che c'erano prima del taglio.