I ponti in Q4 e Q5 chiusi da più di un anno che isolano i quartieri e limitano la fruibilità del parco Susetta Guerrini, solo per fare un esempio emblematico, la differenziata che non decolla, il decoro che annaspa, una macchina amministrativa lenta e macchinosa che non è riuscita in sei anni a far funzionare meglio la città e a dare servizi ai cittadini. Si può chiedere il voto su questi presupposti, come sta facendo la coalizione a sostegno del sindaco Coletta? A chiederselo è il coordinatore provinciale di Forza Italia Alessandro Calvi, alle soglie della rinnovazione del voto del 4 settembre in 22 sezioni. Calvi non ha mai nascosto le sue critiche all'amministrazione uscente colpendo sempre nel vivo l'incapacità di programmare e governare di Lbc. Oggi la sua riflessione parte proprio dalla campagna elettorale di alcuni consiglieri a sostegno del sindaco che chiedono il voto ai cittadini per salvare risultati come quelli di aver avviato un concorso per il personale.

«Dopo sei anni di governo della città- spiega Calvi – vantarsi di aver bandito un concorso per 22 persone in mezzo a tutti i problemi di gestione del Comune, di fuga del personale, di ritardi proprio nelle procedure pubbliche concorsuali, dà la misura di come non ci si renda conto della realtà. Questa amministrazione ha sempre sofferto in questi nella pianta organica di carenze numeriche nel personale che andavano colmate con una politica più incisiva. E non è da tralasciare la fuga di personale, dirigenti e funzionari, costante e continua in questi anni. Non si è tenuto conto della territorialità, e questo ha impoverito il Comune sotto il profilo delle competenze e della continuità in settori che erano strategici. Il Comune ha pagato per questi errori per tanti anni, Latina è diventata zona di passaggio per molti, ci si è lasciati sfuggire tante professionalità, ha poco senso parlare di continuità sul personale, semplicemente perché il lavoro sul personale e sulla macchina amministrativa non è stato fatto". Secondo Calvi un altro aspetto di questa problema è il cattivo rapporto dell'ente con i sindacati di settore: "I contrasti con i sindacati dimostrano che non c'è stato collante con le parti sociali, invece un'amministrazione ha il dovere di dialogare con le parti sindacali. Continuare su questa linea con Coletta significherebbe perpetrare delle logiche che non hanno permesso al Comune di funzionare, bisogna essere coscienti che il rischio di ricadere negli stessi problemi, in fatto di decoro, rifiuti, politiche delle entrate, politiche del personale, è concreto. E la città non può permetterselo».

Per il coordinatore azzurro gli esempi sono tanti: «Coletta puntava il dito contro gli affidamenti diretti e ne fecero più di due milioni in Abc, poi le maggiori entrate le hanno destinate solo per i servizi quando il principio ispiratore doveva essere quello di abbassare le bollette dei rifiuti e abbattere le tariffe, era più opportuno investire sui cittadini". Incredibile per l'azzurro anche la vicenda dei Ponti in Q4 e Q5 chiusi da più di un anno per problemi di sicurezza. "Possibile che non si è riusciti in tutto questo tempo a fare una gara per mettere in sicurezza i ponti con due bilanci approvati? Questo dà la misura della lentezza amministrativa che ci contraddistingue, sono procedure tecniche che con le somme a disposizione si portano avanti in ogni Comune, se non sei capace di riaprire due ponti come puoi governare una città?". A fronte di questi problemi la campagna elettorale di Coletta sulla legalità perde sempre più smalto. «La legalità è un prerequisito insito in ognuno di noi, e ricordiamo che la legalità è attuale anche rispetto alla sentenza di Tar e Consiglio di Stato che hanno detto cose precise e pesanti sull'inquinamento del voto dello scorso anno. Io guarderei più al tema della città che sta annaspando nei problemi irrisolti da anni, bisogna fare le cose e andare avanti con grande attenzione, non si può più attendere. Con Zaccheo - conclude - dobbiamo vincere le elezioni consapevoli dover affrontare anni difficili, è una occasione da non perdere per avere una maggioranza solida che ridia un futuro a Latina».