Un appello provocatorio, visto che lo scenario del prossimo 4 settembre è ormai chiaro e gli unici a poter competere per la cari sono soltanto loro, Vincenzo Zaccheo e Damiano Coletta. Eppure, Annalisa Muzio esce dagli schemi, e da già candidata sindaco al primo turno delle passate elezioni, invece che sostenere uno dei due tra Zaccheo e Coletta, invita gli elettori a votare per lei. Ventidue sezioni non basteranno mai affinché la candidata possa sperare di essere eletta, eppure il suo appello è chiaro: dare un segnale di cambiamento. Un messaggio che Muzio affida ad una lettera aperta alal città, di seguito riportata integralmente.

"Latina, la seconda città del Lazio e capoluogo di provincia, a causa della mala gestio degli amministratori che nel passato ne hanno segnato le sorti, da destra a sinistra, vive uno dei periodi più bui della storia che passa dal profilo economico fino ad arrivare al tema del decoro che, nell'epoca in cui viviamo, con esempi di bellezza disseminati nel territorio italiano, dovrebbe essere un dato acquisito e che invece si mostra come il biglietto da visita e punta dell'iceberg di una incapacità amministrativa oramai tangibile e purtroppo anche visibile ad occhio nudo.

Tante le parole, tante le promesse di progetti faraonici, tutti mai realizzati, che ci hanno regalato l'appellativo di "città delle incompiute". Eppure, sia Coletta che Zaccheo hanno governato questa città e il tempo per fare ne hanno avuto a sufficienza. Ho compreso, purtroppo, che la maggior parte di coloro che hanno ottenuto il consenso dell'elettorato negli anni, riproponendo la liturgia del già visto, all'indomani delle elezioni hanno mirato ad accrescere il loro "destino politico" piuttosto che a concentrarsi sullo sviluppo del territorio che promettevano di valorizzare. Invece, nelle città in cui i cittadini hanno avuto il coraggio di cambiare ed uscire fuori dagli schieramenti canonici, portando avanti progetti civici che non invocavano l'adesione ad ideologie completamente inutili in ambito amministrativo locale, ma scegliendo candidati competenti ed innamorati della propria città, ebbene, in questi posti le città hanno vissuto un vero e proprio risorgimento. A Latina tutto questo non è ancora avvenuto.

Quello di domenica prossima, come ho detto e ripetuto a gran voce il giorno dopo la decisone del Tar che ha annullato il voto in 22 sezioni, sarà, purtroppo un voto solo parziale ma comunque importante. Il prossimo 4 settembre i cittadini di Latina avranno la possibilità di lanciare un chiaro segnale a chi li ha governati fino ad oggi dando il loro voto ad un movimento, come quello di Fare Latina, di cui mi onoro essere candidato sindaco, che in pochi mesi di consiliatura ha avuto la forza, nonostante un solo rappresentante in consiglio comunale, di fare atti, farli approvare e trovare fondi per alcuni progetti che erano tra le priorità del nostro programma elettorale.

Ciò che è stato fatto non può essere negato da nessuno e questo, per noi, è la dimostrazione tangibile che le cose si possono fare. Amministrare significa impegno, presenza, programmazione e visione di una città nel breve e nel lungo periodo, comprenderne le potenzialità e mettere in campo progetti di ampio respiro che non siano focalizzati sul consenso per le prossime elezioni ma sullo sviluppo per le prossime generazioni. Il giorno dopo la mia elezione abbiamo deciso, insieme a tutte le forze politiche, le stesse che oggi si danno battaglia a suon di denunce, che dovevamo governare insieme per fare atti concreti. Centro destra e centro sinistra insieme. Noi abbiamo chiesto di lavorare, senza necessità di ottenere presidenze di commissioni o altro e abbiamo semplicemente lavorato per portare a casa gli unici risultati concreti che questa breve parte di consiliatura può vantare. Il nostro intento è quello di continuare in questa direzione ed essere proattivi nel condizionare le scelte della prossima amministrazione affinché siano orientate al benessere dei cittadini, in ogni ambito della loro vita, piuttosto che al benessere di chi li amministra. Questo è sempre stato il nostro primo impegno e per questo è necessario il vostro voto.

Votare è un diritto ma anche un dovere civico: la disaffezione nei confronti della politica non può e non deve vincere sul diritto di ciascuno di noi di potere scegliere la propria guida istituzionale che determinerà regole, servizi e qualità della vita per i prossimi anni. Su questo punto mi preme ancora una volta evidenziare che quello di domenica non sarà, come molti vogliono fare credere, un ballottaggio tra Zaccheo e Coletta. Sarà, al contrario, un'occasione per dimostrare che il solito noto (in entrambi i casi) modus di amministrare la città non è più gradito ai cittadini. Latina ha voglia di rialzarsi e tutti noi abbiamo bisogno di una svolta, di un cambio di passo verso un governo che si lasci alle spalle l'immobilismo e risolva, finalmente, i problemi vecchi dell'ultimo ventennio. Affinché Latina non sia mai più la "città delle opere incompiute".

Perché votarci? Perché puntiamo a dare risposte concrete, quelle che mancano ormai da decenni in questa città: il vero voto utile nelle elezioni comunali, è quello dato a chi vi dimostra, vi ha dimostrato e vuole dimostrarvi di saper Fare, mediante il proprio impegno, senza risparmiare energie, dedicandosi a tempo pieno ai problemi della città, senza lacci ideologici, in modo libero da qualsiasi condizionamento. Fare Latina è la terza forza politica che, lo scorso ottobre, ha ottenuto più voti dopo Coletta e Zaccheo. Fare Latina è un movimento nato a Latina che vuole essere il partito della nostra città, che è indipendente da ogni condizionamento e che è stato anche capace di creare rapporti con altre città modello che sono da esempio in Italia per capacità amministrativa e sviluppo del proprio territorio. Faccio un appello a tutti voi come donna, come madre ma prima ancora come cittadina, figlia di Latina, affinché si dia, tutti insieme, un segnale forte, importante, determinato e determinante per il futuro nostro e delle generazioni che verranno. Io ho deciso di metterci la faccia un anno fa; ora tocca a voi farlo. Iniziamo da qui, insieme, per scegliere il futuro che meritiamo".