Come in uno strano gioco dell'oca siamo tornati al punto di partenza. Il centrodestra ha nuovamente la maggioranza dei consiglieri ma non ha il sindaco e dunque deve decidere cosa fare: mandare a casa Damiano Coletta con le dimissioni dei propri eletti oppure cercare un accordo come già accaduto lo scorso anno. Ma la situazione, oggi, appare molto diversa. Lo stesso senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, raggiunto al telefono, conferma quanto ha pubblicamente detto poco più di un mese fa: «l'esperienza di Forza Italia con Coletta è finita».


Il primo, ieri, a mettere i puntini sulle i è stato il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini, coordinatore provinciale del partito: «Tutto il centrodestra complessivamente non solo si conferma maggioranza della città, ma incrementa la propria percentuale che passa dal 53 al 54,5%. Questo è un avviso di sfratto a Damiano Coletta che oggi festeggia sentendosi nuovamente sindaco di Latina. La verità è che non aveva una maggioranza prima, e non ce l'ha neanche adesso. Il centrodestra non potrà che sfiduciarlo, perché questo è quello che ci chiedono gli elettori con il voto di ieri, e questo è quello che è giusto fare in nome di una coalizione che è unita nelle elezioni nazionali che si terranno tra 20 giorni, sarà unita nelle elezioni regionali tra qualche mese, e che non potrà creare eccezioni nella seconda città del Lazio».
Una posizione che sposa anche il deputato della Lega Claudio Durigon, coordinatore regionale del partito. «Il risultato ottenuto da Vincenzo Zaccheo e dalla coalizione di centrodestra è straordinario. Eravamo consapevoli che sarebbe stato difficile raggiungere il 50% più uno dei voti ma ci siamo andati vicinissimi e per un pugno di consensi non siamo riusciti a far vincere Zaccheo. Resta il fatto che il 60% dei voti raccolti nelle 22 sezioni testimonia indiscutibilmente la voglia di centrodestra dell'elettorato e la sonora bocciatura di Damiamo Coletta. Fa sorridere che ora tenti di festeggiare quella che è una palese sconfitta. Per questo abbiamo il dovere di mettere in pratica l'indirizzo dei cittadini e mandare a casa Coletta».

Sulla stessa linea, ma con qualche distinguo sostanziale, il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone. «Resta invariato quello che ho detto in sede di conferenza stampa all'indomani della sentenza con cui il Tar aveva annullato la proclamazione degli eletti o ordinato la parziale rinnovazione del voto - spiega il leader azzurro - La fiducia concessa al sindaco Coletta non è servita a nulla, e le indicazioni sulle quali ci eravamo accordati per ridare fiato all'azione amministrativa in città sono state disattese. Per questa ragione il nostro appoggio all'amministrazione è da intendersi definitivamente revocato. Quanto al discorso della sfiducia, sono stato chiaro anche su quel versante: ritengo che il centrodestra debba dare un segnale forte e Forza Italia è pronta a seguire gli altri partiti della coalizione, ma ad una condizione, prima individuiamo il prossimo candidato sindaco del centrodestra, poi ufficializziamo la sfiducia nei confronti di Coletta. Di tutto abbiamo bisogno, tranne che di ripetere un copione che non ci ha portato granché di buono, anzi. Oggi dobbiamo ricostituirci per raggiungere il risultato che ci è sfuggito malgrado la forza dei numeri che sono a nostro favore, e per farlo nel migliore dei modi dobbiamo procedere con sicurezza, determinazione e lungimiranza, senza cedere alla fretta e all'improvvisazione. Quanto tempo serve? La figura di un candidato si può trovare in un'ora, in una settimana o in dieci giorni. Dobbiamo sotanto decidere quando sederci per cominciare a discutere e centrare l'obiettivo».