L'Ufficio centrale elettorale si riunisce oggi per procedere al riepilogo dei voti riportati nel Comune da ciascun candidato alla carica di sindaco in tutte le sezioni elettorali, dopodiché, stando alle istruzioni del Ministero dell'Interno, proclamerà eletto alla carica di sindaco il candidato che abbia ottenuto, a norma dell'articolo 72 comma 4 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, la maggioranza assoluta dei voti validi, salve le definitive decisioni del Consiglio comunale a termini dell'articolo 41 comma 1 del medesimo decreto legislativo n.267.
Facile a dirsi, ma prendendo alla lettera il dettato delle disposizioni ministeriali, come farà la Commissione centrale a proclamare eletto sindaco Damiano Coletta se questo non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti? Dovrebbe farlo prendendo per buono il risultato del ballottaggio del 17 ottobre 2021, che a differenza di quanto avvenuto per le 22 sezioni richiamate al voto domenica scorsa, non è mai stato messo in discussione né è stato oggetto di impugnazioni.


Ma è davvero possibile ripetere anche soltanto una parte delle operazioni di voto del primo turno e ritenere valido quello che è accaduto successivamente nel turno di ballottaggio?
Il Tar, nella sentenza con cui disponeva la ripetizione del voto in 22 delle 116 sezioni elettorali del Comune di Latina, ha annullato la proclamazione degli eletti, e dunque anche del sindaco, proclamazione avvenuta per quest'ultimo all'esito del ballottaggio e non al primo turno, quando nessuno dei candidati alla carica di sindaco aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. E seppure è vero che la rinnovazione del voto di domenica scorsa era legata al mantenimento dei risultati cristallizzati nelle altre 94 sezioni, e che la somma dei voti di quelle sezioni e delle 22 appena scrutinate ha portato allo stesso risultato favorevole a Damiano Coletta, non sarà facile per la Commissione centrale prendere una decisione definitiva. Perché in fase di apertura dei comizi elettorali non è stato stabilito che nel caso in cui nessun candidato avesse raggiunto la maggioranza assoluta dei voti si sarebbe andati al ballottaggio? Chi avrebbe dovuto fissare quel principio? «L'incombenza non spettava al Ministero dell'Interno, dunque non alla Prefettura - spiega un legale esperto in materia elettorale - L'unico organo titolato è il Comitato centrale elettorale, e si vedrà quali determinazioni vorrà assumere domani (oggi, ndr) dopo la verifica delle preferenze».
E sul punto si profila una grana ulteriore: nel ballottaggio del 17 ottobre 2021 Coletta aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei voti avvalendosi anche del sostegno della lista del M5S, lista che dopo il voto di domenica non ha raggiunto il quorum necessario per entrare in Consiglio, e dunque la situazione aggiornata del primo turno è diversa da quella di un anno fa, ciononostante il ballottaggio del 17 ottobre 2021 dovrebbe essere ancora valido. Un rebus complicato.