Nominato ad un giorno dalle dimissioni di 20 consiglieri comunali di Latina, il commissario Carmine Valente, prefetto in quiescenza, ieri si è insediato a palazzo comunale e si messo subito in moto per affrontare le tante e difficili urgenze della città. La sua, in realtà, è stata una permanenza quasi continua in Piazza del Popolo perché anche dopo la proclamazione del sindaco all'indomani del voto del 4 settembre è rimasto in Comune per approvare con i poteri del consiglio le variazione fuori bilancio che rischiavano, se non validate, di mettere in pericolo l'amministrazione. Ieri il primo incontro è stato con il prefetto Maurizio Falco nel palazzo del Governo, insieme alla sub commissaria Monica Perna, vicaria del prefetto. Poi il passaggio ufficiale di consegne e un incontro in Comune con l'ex sindaco Damiano Coletta.

La prima parola che sigla il suo mandato bis in Comune fino alle prossime amministrative è la continuità, perché potrà portare avanti il lavoro già avviato nei mesi precedenti. «I problemi della città li conosco - ha spiegato alla stampa - avendo avuto questa esperienza di tre mesi, sono molti e devono essere affrontati, spero di poterne risolvere qualcuno e il mio impegno sarà al massimo. Insieme alla mia squadra, la dottoressa Perna e il dottor Alicandro cercheremo di essere all'altezza di questa nuova sfida». Per il commissario l'aspro clima politico che si è creato in città rende forse questo passaggio più naturale e necessario di quanto si pensi: «E' una città che merita molto, che ho imparato a conoscere e che credo abbia bisogno anche di una forma di pacificazione dopo questa lunga esperienza di lotta. Lo dicevo al sindaco uscente: da una parte è anche un bene per la città che ci sia questo stacco del commissario rispetto alla politica perché forse gli animi si devono acquietare e ripartire con un nuovo slancio il prossimo anno».


Tra le priorità da affrontare? «Il bilancio con gli aumenti delle bollette e i rincari dovuti agli sversamenti dell'immondizia e la differenziata che deve funzionare assolutamente meglio. Lì abbiamo il primo punto importante da affrontare per far quadrare i conti. Poi abbiamo tante progettualità che si devono realizzare, non ultimo il piano PNRR per utilizzare al meglio tutte le risorse che devono arrivare. Il grosso impegno sarà lì, ma ci sono altre questioni che piano piano affronteremo, Al Karama, i vari problemi delle scuole sul fronte dell'edilizia, l'ampliamento del cimitero. Per me non sono problemi, sono programmi che per quanto è possibile e per il tempo che mi è dato cercheremo di affrontare e portare avanti». Sulla revisione dei piani particolareggiati nell'urbanistica, altro tema caldo per la città, il commissario spiega di non avere preclusioni di nessun genere. «Tolte prima le priorità che vi ho detto non c'è preclusione ad altri temi. Il commissario può fare tutto, portare avanti la gestione ordinaria non vuol dire non attuare provvedimenti straordinari, l'importante è che l'attività sia condotta con efficienza e trasparenza, quello che è il mio credo nell'agire amministrativo».

Sempre sul fronte dei rifiuti il commissario si augura di non dover attivare altri servizi straordinari di raccolta rifiuti e sanificazione dei cassonetti come quello disposto fino al 29 ottobre. «Quel provvedimento era stata una attività tampone di pulizia straordinaria perché nella fase di attuazione della differenziata tra la periferia e il centro c'erano ancora alcuni cassonetti che trasbordavano di immondizia, dovuto al fatto che le persone, nel passaggio al nuovo servizio, cercavano ancora i vecchi secchioni. Spero che non sarà più necessario questo servizio - conclude - altrimenti ci sarebbe da rilevare che c'è qualcosa che non funziona nella raccolta differenziata».