Forza Italia era il partito meno duro sulle dimissioni per far cadere Coletta. Prima Claudio Fazzone poi Alessandro Calvi avevano spiegato la posizione azzurra: sì alla sfiducia ma solo dopo aver scelto il nome del candidato sindaco del centrodestra. Eppure mercoledì gli azzurri hanno firmato le dimissioni senza colpo ferire, nonostante il nome del candidato sindaco del centrodestra non ci sia ancora. Dunque, cosa ha fatto cambiare idea a Forza Italia?

Molto è dipeso dall'atteggiamento avuto da Damiano Coletta dopo il 4 settembre. Forza Italia all'indomani della rinnovazione del voto, s'è fermata a ragionare su come fosse meglio agire. L'esperienza dello scorso anno, durata nove mesi, non aveva certamente gettato le basi migliori per una nuova collaborazione. Dentro Forza Italia il giudizio su Coletta e il suo modo di gestire l'amministrazione non era decisamente lodevole. Ma è chiaro che di fronte all'incognita di altri sette otto mesi di commissariamento, Forza Italia avrebbe magari provato a convincere il resto del centrodestra a provare un percorso assieme al centrosinistra.

A far saltare ogni buon proposito è stato un video circolato sui social qualche ora dopo la vittoria del 4 settembre. In esso si vede Coletta festeggiare ballando sulle note di Feed From Desire con attorno i suoi sostenitori cantare "Damiano is on fire". Nel centrodestra lo hanno considerato un gesto esagerato, dopo che la rinnovazione delle 22 sezioni aveva consegnato oltre il 60% al centrodestra. A questa, che poteva comunque considerarsi una legittima scelta per festeggiare una vittoria, sono seguite le interviste a giornali e tv nazionali, dove Coletta ha dipinto scenari che per il centrodestra sono inventati. Non proprio il modo migliore per costruire il terreno per una collaborazione. E Forza Italia, davanti a questo atteggiamento, ha fatto cadere anche le ultime resistenze, convincendosi della necessità di firmare una sfiducia che possa portare la città nuovamente al voto tra qualche mese.