Dopo la sfiducia a Coletta firmata a fine settembre e dopo il risultato delle elezioni Politiche il centrodestra attraverso i suoi esponenti sul territorio ha tracciato una strada ben precisa in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e delle strategie per arrivare alla scelta del candidato sindaco. In tal senso c'è chi, come Carnevale della Lega, ha messo in evidenza le falle di alcune scelte di Coletta, tra cui la gestione dei rifiuti, e chi, come il senatore Fazzone, ha mostrato di avere ben chiaro in mente come dovrà svolgersi la discussione interna al centrodestra sul prossimo candidato sindaco non avendo dubbi nell'affermare che la scelta dovrà spettare a Forza Italia. Dichiarazioni, da ambo le parti poco gradite all'esponente del partito Democratico Mauro Visari.


«Dopo la sfiducia firmata nelle scorse settimane il centrodestra sta gettando la maschera e sta svelando il vero volto vorace e spregiudicato - spiega Visari - la scorsa settimana ci ha pensato la Lega, sferrando un attacco violento, senza precedenti contro ABC. Alla base dell'attacco c'erano sconclusionati resoconti del piano industriale, ma dietro si nascondeva il tentativo di tirare per la giacchetta il commissario Valente, con l'obbiettivo di colpire il consiglio d'amministrazione. Siamo certi che la serietà di Valente sia tale da non poter essere condizionata da attacchi tanto strumentali quanto ingenerosi». Visari ricorda gli anni in cui il servizio di raccolta era gestito dal centrodestra. «Non solo l'obbiettivo del 60% di differenziata sembrava irraggiungibile, ma anche fare una raccolta differenziata sembrava impraticabile. ABC ha avvicinato la città al resto d'Italia, mentre la "loro" Latina ambiente ci ha portato al fallimento». Ma sono state soprattutto le parole di Fazzone a destare la preoccupazione dell'esponente del partito Democratico che ravvede in esse un modus operandi tipico del senatore di Fondi. «Per Fazzone Latina è solo un tassello di uno scacchiere - prosegue Visari- perciò, nella lottizzazione degli incarichi e delle candidature, ecco che Latina "spetta" a Forza Italia. Non importa se il suo partito abbia la persona adatta, l'importante è che nella trattativa sia lui a portare a casa il capoluogo». «Questo modo di agire mi fa orrore - spiega il dem -mi fa orrore che Latina, seconda città del Lazio, sia trattata come una "casella". I latinensi non meritano di diventare provincia di Fondi! Da queste parole si capisce che Fazzone ha a cuore solo la sua parte e non la città, che per lui resta terra di conquista».

Da queste considerazioni deriva un mea culpa, a dir la verità tardivo, di Visari sull'alleanza ormai passata in predicato del Pd con Forza Italia nell'ultima consiliatura Coletta. Perché quello degli azzurri è proprio lo stesso partito con il quale i dem hanno governato per mesi, condividendo scelte e percorsi a volte discutibili, come quella degli aumenti tariffari dell'acqua nella conferenza dei sindaci i cui Damiano Coletta si è schierato con i sindaci di Forza Italia. «Probabilmente è stato un errore aver fatto maggioranza con Forza Italia lo scorso anno - conclude Visari - sono stato avversario di Zaccheo praticamente sempre negli ultimi 30 anni, ma non posso non riconoscere che anche lui come me, come noi è un figlio di Latina e sebbene con idee diverse o addirittura opposte, si sforzi di perseguire il bene della città. Questo centrodestra, invece, non ama Latina e la vuole solo depredare».