Perché non scegliere il prossimo candidato sindaco del centrodestra all'interno della neo classe dirigente formata con l'ultimo consiglio comunale e composta di quegli ex consiglieri che si sono assunti la responsabilità di firmare la sfiducia per tornare alle urne e dare un governo con una maggioranza solida alla città?

La proposta arriva trasversalmente da alcuni ex consiglieri comunali, lanciata durante una diretta della trasmissione Baraonda Latina dall'ex capogruppo di Latina nel Cuore Dino Iavarone e avallata da Andrea Chiarato di Fratelli d'Italia, Roberto Belvisi della Lega e Roberta Dellapietà di ForzaItalia. Il dibattito si inserisce a pochi giorni dalle dichiarazioni di Claudio Fazzone a Latina Oggi nelle quali il senatore ha dichiarato chiaramente che la scelta del candidato spetterebbe a Forza Italia. Probabilmente una provocazione che vuole accelerare su modi e tempi per arrivare ad un nome e ad un progetto comune ed evitare l'errore fatto nel 2021, quando di fretta e furia e dopo mesi di tentennamenti si arrivò alla scelta di Vincenzo Zaccheo.

«Questo ultimo consiglio che è stato eletto e di cui ho fatto parte aveva tante new entry al suo interno – ha detto Iavarone - tanti profili nuovi che hanno lavorato per la città. Perché dobbiamo cercare il candidato sindaco con una scelta estemporanea all'esterno, nella società civile o farcelo dire da Roma? Il candidato sindaco deve emergere da questa classe dirigente, dai consiglieri comunali che hanno già avuto una esperienza durissima di 9 mesi. L'esperienza amministrativa c'è come anche la voglia di fare di chi ha iniziato un percorso. Lancio un messaggio a chi dovrà decidere. Dal basso si vedono certe cose e mi sento di dire: provate a guardare quello che vediamo noi». Concorde anche Andrea Chiarato che è entrato ancora di più nel cuore della questione: «Latina si deve autodeterminare, è una città che ha una storia politica che viene da lontano. Io concordo con Iavarone, il 4 settembre ci ha premiati ancora una volta alle urne quindi ritengo che il lavoro fatto da questa nuova classe dirigente sia stato visibile oltre che agli addetti ai lavori anche alla città. Latina non è una casella del Monopoli, ci siamo dimessi per correttezza nei confronti dei nostri elettori e se qualcuno pensa di pescare il candidato sindaco dalla società civile senza esperienza o dall'esterno o da Roma senza interpellare chi ha fatto il sacrificio di dimettersi per amore della propria città, parte col piede sbagliato». Chiarato ha spiegato che è stato sollecitato un incontro con tutti i consiglieri che si sono dimessi del centrodestra, con i coordinatori comunali e provinciali perché è necessario fare una valutazione successiva. «Il nome deve essere condiviso all'interno della classe dirigente che si è formata quest'anno, fatta di persone competenti che conoscono i problemi amministrativi, alcune con profili tecnici e che hanno dimostrato senso di responsabilità e amore per la città con le dimissioni. Latina non si può permettere ulteriori rotture». Una visione condivisa da Belvisi che ha posto l'accento sull'importanza di costituire una squadra che supporti il sindaco, perché oggi è più difficile trovare il nome che avere veti in quanto governare un capoluogo come Latina è sempre più difficile. «Spero che questo nome venga fuori e che si torni al voto al più presto – ha spiegato Roberta Dellapietà - abbiamo bisogno di una persona capace. Noi come Forza Italia abbiamo appoggiato Coletta per un breve periodo, ma non è stato realizzato nulla di quello che era stato condiviso e stabilito, allora ci siamo tirati indietro. Oggi Latina ha bisogno di stabilità. E di essere governata».