«Fratelli d'Italia è pronta a governare, consapevole delle difficoltà e con la determinazione giusta per indicare le soluzioni migliori per l'Italia». Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d'Italia, è uno di quelli che può definirsi amico di Giorgia Meloni, da tempi non sospetti. Il comune percorso giovanile in quella che fu Alleanza nazionale li accomuna e oggi più che mai, Procaccini, l'uomo di riferimento a Bruxelles per Meloni. E, come conferma lui stesso, lo sarà anche nei prossimi mesi, allontanando le indiscrezioni che lo vorrebbero tra i papabili per una candidatura alla presidenza della Regione Lazio.

L'energia, i costi alle stelle e il caro bollette saranno le prime emergenze da affrontare. Che ricette proporrà Fratelli d'Italia?
«Intanto vorrei dire che torniamo alla guida del Governo nella fase più difficile per l'Italia dal Dopoguerra a oggi. Ma abbiamo la preparazione per agire al meglio. Credo che Giorgia Meloni saprà indicare le strade più adatte per dare risposte veloci alle famiglie e alle imprese. Sulla politica energetica va detto che noi, da tempi non sospetti, anche in Europa, denunciavamo l'assurdità della dipendenza da altri paesi per l'approvvigionamento. Oggi i fatti ci danno ragione e siamo felici che in tanti vadano sulle nostre posizioni. La dipendenza dal gas russo va risolta così come quella dalla Cina per le rinnovabili. L'Italia e l'Europa devono essere indipendenti».

E come si fa a ottenere questa indipendenza energetica?
«Si ottiene, nel medio periodo, con un mix di energie rinnovabili e fossili e con investimenti mirati su fonti energetiche che non necessitano di dipendenza da altri paesi. Nel breve periodo bisogna lavorare invece per calmierare i costi delle bollette che stanno diventando impossibili per famiglie ed imprese».

Il centrodestra torna al Governo e l'Italia per la prima volta avrà un premier donna. Appare strano a molti che sia di destra la prima presidente donna.
«E' l'effetto di una narrazione della sinistra che si è intestata la battaglia sul ruolo delle donne e lo ha fatto, come fa spesso, in modo strumentale, in quanto di fatto non ha mai davvero valorizzato le donne in politica. Giorgia Meloni è premier e leader di Fratelli d'Italia non perché è una quota rosa, ma perché è brava, preparata, ha personalità e capacità. Insomma, è l'incarnazione della meritocrazia. E guardi che non è la prima volta che le donne di destra hanno questo primato: pensi a Margharet Tatcher, ad Angela Merkel o a Roberta Metsola. La destra, sul ruolo e sulla valorizzazione della donna e sulla parità con gli uomini, è già avanti da anni».

Lei che conosce Giorgia Meloni anche privatamente, che premier sarà? Saprà reggere l'enorme pressione del ruolo?
«Ne sono certo. Giorgia è una donna capace, che studia, preparata. Non è improvvisata, viene da una lunga gavetta ed è stata la più giovane ministro della Repubblica italiana. E' la persona giusta al momento giusto per l'Italia».

Veniamo alla provincia pontina. Tra qualche mese si vota a Latina, Aprilia e Terracina. Il centrodestra sarà unito, finalmente?
«Il centrodestra deve correre unito in tutti i comuni come ha fatto alle politiche, perché così la vittoria è a portata di mano. Nei comuni ci sono chiaramente situazioni diverse e problemi diversi. In ognuno confido che si trovi la migliore sintesi, nell'interesse della coalizione. Bisogna trovare i candidati sindaco migliori per ogni città, prescindendo anche dalle appartenenze di partito, senza stare lì, insomma, a usare il manuale Cencelli per assegnare i posti».

Si dice che Nicola Procaccini potrebbe essere il candidato presidente della Regione Lazio. E' così?
«Guardi io sono un uomo di partito e faccio quel che mi viene chiesto. Sarei pronto anche a tornare ad essere un semplice militante e sarei comunque felice. Queste voci accendono riflettori che possono anche essere deleteri. Se devo essere sincero io mi trovo bene nel ruolo che ricopro, a Bruxelles. E dico di più: sarà proprio in Europa l'avamposto dal quale difendere l'Italia e il Governo Meloni che verrà. Perché dall'Europa già covano attacchi e critiche preconcette che vanno combattute e smontate. Credo di poter dare lì il mio contributo come faccio da tre anni a questa parte».