In questi giorni il suo nome è tra i più gettonati tra quelli papabili per le candidature alle regionali, segno di una riconoscibilità politica e di un percorso solido conquistato nel tempo. Valeria Campagna, divenuta consigliera comunale a 18 anni nella prima stagione Coletta, oggi, dopo la caduta dell'amministrazione, ha di fronte nuovi scenari e nuovi interrogativi legati a doppio filo al partito di cui è stata capogruppo per anni, passando per Comune, Provincia e Regione.

Partiamo da Latina Bene Comune, nel tempo avete subito una evoluzione da civica pura al campo largo. Oggi come vi definite?
Latina Bene Comune, dal 2016 ad oggi ha avuto un percorso di grande crescita ed evoluzione che lo ha portato ad avere rapporti con gli altri partiti ma anche a creare una rete prima in Provincia e poi in Regione con altri movimenti civici. Ha detto bene: dopo la prima esperienza monocolore abbiamo saputo dar vita ad un campo largo, anzi larghissimo, con una maggioranza in Comune che comprendeva anche Forza Italia. Abbiamo ribaltato il modello 2016, pur sempre mantenendo fede ai nostri valori iniziali, e continuando, indubbiamente con fatica, quella rivoluzione della normalità, amministrativa e legalitaria, di cui oggi ancora si discute. Questo non significa che non ci sia da migliorare.

Migliorare quali aspetti?
Avremmo potuto fare certamente di più in termini di incisività amministrativa. Ma, fortunatamente, il nostro percorso non è concluso. Anzi, abbiamo avviato un percorso congressuale e di profonda riorganizzazione interna con l'obiettivo di proiettare il movimento civico verso una nuova fase della sua storia.

Dunque c'è un cambiamento in atto?
Sì, martedì nell'assemblea dei soci abbiamo votato il nuovo statuto e ora siamo pronti a rinnovare anche la classe dirigente del Movimento. Abbiamo modificato le nostre regole interne cercando di strutturare sempre di più come Movimento, non come mero comitato elettorale. Una nuova fase che dovrà essere quella della maturità, come richiesto dai nostri soci, in cui dovremo fare sintesi tra le diverse voci e sensibilità che esistono. E dovrà essere in grado di rinnovarsi ed aprirsi senza alcuna presunzione. Solo così potremmo proiettarci al futuro e continuare ad essere uno dei punti di riferimento all'interno del campo progressista del nostro territorio.

Eppure in molti pensano che il 28 settembre, giorno della caduta di Coletta per le dimissioni del centrodestra, si sia chiusa una stagione politica. E' così?
Non lo credo. Credo che Coletta sia ancora una risorsa per la nostra città e che, come tutte le risorse, deve essere impiegata nel ruolo più adatto per non essere dispersa o sprecata o bruciata. Damiano Coletta è tornato alla vita di tutti i giorni, al lavoro che ama, ma tutti sappiamo bene bene che il significato del suo percorso politico, insieme a quello tutti noi in questi anni, non può essere cancellato con una sfiducia avvenuta presso un notaio. Chi pensa questo credo non voglia comprendere cosa è successo in questi ultimi 6 anni. Per questo sarà importante che Latina Bene Comune debba avviare questo percorso di riflessione su cosa fare nel futuro.

Questo percorso includerà anche il partito Democratico?
Io personalmente guardo anche alle sfide a cui il centro sinistra sarà chiamato nei prossimi mesi a tutti i livelli, facendo attenzione al processo di rinnovamento che riguarda il Pd che, come apprendiamo dalla direzione nazionale odierna, sarà aperto a tutte e tutti coloro che vorranno contribuire a ripensare il perimetro del centrosinistra.

Si candiderà per le regionali?
Penso che siamo ancora in una fase esplorativa piena di pretattica. Le notizie che emergono qua e là e che, almeno per quelle che mi riguardano, non corrispondono a verità. Mi sto tenendo lontana da queste dinamiche perché la verità, ad oggi, è che nessuna decisione è stata presa. Sto riflettendo così come, credo, stia facendo Damiano Coletta. Ci sono alcuni aspetti, per quanto mi riguarda, preminenti a qualsiasi decisione. Una di queste è il nome del candidato Presidente, o della candidata Presidente, su cui ancora non c'è alcuna certezza. L'altra riguarda le forze in campo. Credo che per non perdere la Regione bisogna unire le forze sia civiche che partitiche che bene hanno fatto, negli ultimi 10 anni, nel Lazio.

Torniamo al campo largo…
Sì, sarebbe importante ripartire anche dal campo largo: un modello che nel Lazio è stato vincente. Senza lo scioglimento di questi aspetti nessuna scelta può essere presa. Come ho detto più volte: qualora ci fossero le condizioni personalmente non mi tirerò indietro. Una cosa è certa: né Valeria Campagna né LBC staranno ad aspettare. Non siamo pedine da spostare qua è la. Siamo un movimento civico, che è stato anche forza di governo, che sarà in partita in linea con i propri valori e le proprie idee politiche. In questo senso una scelta civica sarebbe la più naturale per tutti noi.

Quindi se si dovesse candidare resterà nel civismo?
Chiaramente una scelta civica sarebbe la più naturale per me, ma nulla è precluso purché si discuta di idee e non di poltrone. Personalmente, e non è un mistero, vedo in Marta Bonafoni il profilo ideale per la Presidenza. Ma quello che conta è che, qualsiasi sarà la decisione, venga presa in seno ad un discorso plurale ed aperto. Servono strumenti di partecipazione democratici e pluralisti che chiamino a raccolta le forze civiche e partitiche del centrosinistra. Solo così potrà nascere un'alleanza forte e solo così potrà emergere un nome, per la Presidenza, che sia la sintesi di varie istanze.