«Metto a disposizione di chiunque i valori di questi sei anni, questo capitale di valori e umano non può essere disperso. Io candidato sindaco? Sono disposto anche a fare un passo di lato, l'importante è che l'esperienza di questi anni rimanga il faro». Damiano Coletta, questa mattina, ha rotto il silenzio post 28 settembre quando i consiglieri del centrodestra hanno messo fine alla sua amministrazione presentando le dimissioni dal notaio. Ora Latina è nelle mani del commissario prefettizio e all'orizzonte ci sono 8-9 mesi di campagna elettorale, tra elezioni regionali e comunali. E ieri mattina, davanti alla sua gente, Coletta ha praticamente avviato la campagna di Lbc aprendo a tutto il centrosinistra.

Una mattinata di ascolto della città, con testimonianze scelte di chi ha avuto modo di testare in prima persona la gestione amministrativa della giunta Coletta. Servizi sociali, patti di collaborazione, raccolta dei rifiuti. Secondo gli interventi dei presenti, cambiamenti concreti nell'approccio con la gestione della cosa pubblica. L'ex sindaco Damiano Coletta riparte dunque da qui, dalle circa duecento persone che ieri sono intervenute all'arena all'aperto del circolo cittadino. In platea tanti semplici cittadini, molti esponenti di Latina Bene comune ed ex consiglieri e assessori.

Dopo il racconto di chi ha vissuto e si è reso protagonista di patti di collaborazione, raccolta porta a porta dei rifiuti, servizi sociali e gestione di strutture affidate a giovani, è toccato all' ex sindaco fare una sintesi. «Sentivo il bisogno di incontrarvi - ha esordito Coletta - L'esperienza amministrativa ha fatto la storia della nostra città. Le testimonianze odierne hanno dimostrato che il cambiamento c'è stato. In alcuni meccanismi, nella dialettica, nei rapporti con la pubblica amministrazione. E questo cambiamento nasce da Latina Bene Comune e Lbc nasce da un lungo percorso fatto di cittadini partecipi, di una comunità attiva». Non io ma noi, era il titolo dell'evento e attorno a questo canovaccio si muove Coletta nel rammentare quanto fatto dalla sua amministrazione. Ma in particolare l'ex sindaco punta il ragionamento sul concetto di valori, quelli che a suo dire l'amministrazione da lui guidata ha riportato in auge.

«Inclusione è la parola chiave - ha detto Coletta - Quella su cui puntiamo. Per noi i valori e la loro difesa sono fondamentali, non negoziabili. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto ma di una cosa lasciatemi dire "io" sono orgoglioso: di essere stato il primo sindaco a festeggiare il 25 aprile. Che è la Festa di Liberazione». La ferita del 28 settembre, la caduta dell'amministrazione, è ancora aperta. «La scelta scellerata del 28 settembre ha fermato le tante cose che stavano per approdare in Consiglio comunale. La città mi aveva dato l'incarico pur sapendo che la maggioranza era dall'altra parte. Mi è stato impedito governare, è stato negato il volere dei cittadini».

E il futuro? Si parla molto di un Coletta corteggiato per le regionali e poi ancora le comunali della primavera prossima ventura. L'ex sindaco non nega nulla. Ma precisa. «Regionali!? Valuteremo la situazione e vedremo se la eventuale candidatura è utile per il territorio. Non è che devo fare per forza qualcosa. Amministrative? Nel 2016 avevamo davanti grandi aspettative ma oggettivamente erano tante le difficoltà. Ma abbiamo fatto cose importanti e vorremmo proseguire a farle. Io non voglio imporre nulla a nessuno ma ci sono valori che vanno difesi con forza, a prescindere dalle persone. Il cambiamento che ha rappresentato quella esperienza di governo non può andare disperso. Ovviamente metto a disposizione la mia esperienza politica maturata. Dobbiamo essere però lucidi e razionali. Il capitale di valori e il capitale umano non può essere perso. Sono disponibile anche a un passo di lato. Ma dobbiamo difendere i valori che ci uniscono». Un appello rivolto a tutto il centrosinistra.