Si erano lasciati il giorno della sfiducia fuori dal notaio Giuseppe Coppola, quel 28 settembre rimasto nella storia della città come il giorno della fine del secondo mandato Coletta e dell'avvio di una nuova fase commissariale. Da quel momento, a parte qualche contatto estemporaneo, i consiglieri dimissionari di centrodestra non si erano rivisti ufficialmente in modo collegiale e hanno deciso di farlo ieri in un primo incontro interlocutorio a porte chiuse per fare il punto sulla coalizione e inaugurare l'avvio di un percorso programmatico comune per la città. La partecipazione è stata già un buon segnale di ripartenza perché, a parte qualche defezione per impegni pregressi e per indisposizioni, tutti i partiti di centrodestra, Fratelli d'Italia, Lega, Latina nel cuore, Forza Italia, Dc, Udc e Fare Latina erano rappresentati con gli ex consiglieri e in qualche caso con i coordinatori come Pino Di Sangiuliano (Dc) e Fabio Bianchi (Fare Latina).

Presenti anche, tra gli altri, Vincenzo Valletta, Valeria Tripodi, Matilde Celentano, Patrizia Fanti, Andrea Chiarato, Dino Iavarone, Mario Faticoni, Antonio Costanzi, Fausto Furlanetto e Giuseppe Coluzzi. E' stato un primo confronto per tracciare una strada su un programma condiviso da costruire e per riconoscersi su una visione di città. Si è parlato ancora di sfiducia, della modalità dal notaio e su come è stata portata avanti, non condivisa da tutti ma necessaria per non perdere altro tempo e dare un governo stabile alla città, e si è ribadito che andranno evitati gli errori del passato, quelli di anteporre nomi e rivendicazioni di partito alle linee programmatiche da sostenere insieme.

Linee da riscrivere partendo dalla base del programma di un anno fa, ma guardando alle nuove criticità da risolvere, occupazione, aumenti dei costi energetici, crisi delle imprese, e alle direttrici di sviluppo da dare alla città. Oggi il centrodestra è consapevole di avere una grande chance in mano, trainata dal governo nazionale di nuova formazione, e l'errore più grande sarebbe non sfruttarla restando invischiati nelle logiche del passato, quelle che hanno diviso i partiti sul candidato sindaco nell'estate 2021 e che hanno portato ad una scelta, di fatto, perdente. Oggi si cambia strategia senza fughe in avanti per non rischiare di bruciare una strada comune a tutta la coalizione, l'unica via possibile per riconquistare il Comune capoluogo.

Questi i contenuti che sembra siano stati espressi ieri nella forma di una prima dichiarazione di intenti. Intenti che dovranno essere testati su un campo non privo di variabili e incognite, a cominciare dalla prossima sfida elettorale delle regionali. La strada è lunga.