Un sondaggio choc per il Partito democratico, quello arrivato nelle scorse ore al Nazareno e relativo alle elezioni regionali del prossimo febbraio. Il centrodestra è saldamente al 50% mentre solo una alleanza extralarge del centrosinistra, ossia con dentro tutti da Calenda a M5S, riuscirebbe ad avvicinare quel dato, restando comunque perdente. Il sondaggio, come riporta La Repubblica, è stato effettuato dall'istituto Izi fra il 12 e il 14 novembre su un campione di mille intervistati cui sono stati sottoposti tre diversi scenari: in tutti il centrosinistra risulta perdente.

I candidati presidenti indicati agli elettori sono quelli più papabili: Alessio D'Amato da una parte e Fabio Rampelli dall'altra. In uno scenario Pd-Terzo Polo con M5S e sinistra autonomi, D'Amato prenderebbe il 27,4% mentre Rampelli il 48,8%. L'alleanza M5S-Sinistra totalizzerebbe il 23,8%. Nel secondo scenario, invece, la sinistra e i Verdi di Bonelli e Fratoianni sono stati testati da soli e prenderebbero il 9,2% dei voti. M5S il 17% mentre D'Amato resterebbe più o meno alla quota dello scenario precedente. A vincere sarebbe ovviamente Rampelli col 46,6%. Il terzo scenario considerato vede una coalizione formata da Pd, Terzo Polo, Si-Verdi, +Europa, civiche: in tal caso, D'Amato sfiorerebbe il 33%, il M5S andrebbe sopra il 18, ma Rampelli trionferebbe con quasi il 50%. L'amministratore delegato del gruppo Izi  Giacomo Spaini spiega chiaramente la situazione: «È inutile farsi illusioni. Il centrodestra nel Lazio sfiora la maggioranza assoluta, già era una partita molto difficile con i 5stelle, senza è persa in partenza. Il campo ristretto o semi-largo non ha nessuna possibilità, come non lo aveva alle Politiche. D'altra parte se alle Comunali ci fosse stato questo sistema elettorale, e non il doppio turno, il sindaco oggi sarebbe Enrico Michetti».

Dunque per il centrosinistra la partita è chiaramente in salita. L'unica nota che accende un po' di speranza è che un buon 30% di elettori ammettono di essere ancora indecisi sul da farsi e dunque c'è speranza, in campagna elettorale, di cambiare i numeri sul campo e provare a risalire la china. Certo i dati sul Lazio relativi ai singoli partiti non sono entusiasmanti, a sinistra. Il Pd veleggia attorno al 15%, Terzo polo sotto il 10 mentre è il Movimento 5 Stelle ad avere un dato che oscilla tra il 16 e il 18%, numeri molti più consistenti di quanto accadeva normalmente in questo genere di elezioni a carattere più locale.