Il 12 febbraio sembra la data più probabile per celebrare le elezioni regionali del Lazio. Nella giornata di ieri c'è stata una riunione sul tema in via della Pisana e con ogni probabilità, nei primi giorni della prossima settimana, ci sarà l'ufficializzazione della data prescelta. L'indirizzo dell'amministrazione sarebbe quello di estendere sue due giorni le votazione, tenendo i seggi aperti domenica 12 e lunedì 13 febbraio. Scartata quasi definitivamente la data del 5 febbraio, in quanto la presentazione delle liste, in quel caso, sarebbe avvenuta proprio nei giorni dell'Epifania.


E' del tutto evidente, dunque, che i tempi siano sempre più stretti e infatti all'interno dei partiti di ogni schieramento c'è una comprensibile fibrillazione. Ieri pomeriggio a Roma c'è stata una prima riunione di Fratelli d'Italia che dovrebbe aver affrontato il tema del candidato presidente, che secondo accordi nel centrodestra spetta proprio al partito della Meloni (Sicilia a Forza Italia, Lombardia alla Lega). I nomi sul tavolo sono quelli noti a tutti: si va dal tecnico Francesco Rocca (Croce Rossa) ai politici come Fabio Rampelli, Chiara Colosimo, Paolo Trancassini e Nicola Procaccini. L'eurodeputato pontino, assieme a Colosimo, è considerato il favorito, vantando un rapporto molto stretto con il premier Giorgia Meloni. Sulla bilancia, verso Procaccini, pende anche il fatto di essere stato un sindaco e dunque di avere non solo esperienza politica nelle istituzioni ma anche quella pratica che è fondamentale per gestire una macchina elefantiaca come quella regionale.
Contro Procaccini, però, gioca il fatto di essere un esponente "di provincia". Sarebbe una svolta clamorosa avere alla guida del Lazio un presidente che viene da una delle province e non dalla capitale. Da tenere presente invece l'appeal all'interno degli altri partiti della coalizione che ha Fabio Rampelli. La decisione, comunque, non dovrebbe tardare troppo. Forse già lunedì o martedì prossimo Fratelli d'Italia potrebbe annunciare il nome del candidato presidente. Condividendolo prima, è ovvio, con gli alleati.

I quali, va detto, già stanno chiedendo una accelerata. Qualche giorno fa lo ha fatto Forza Italia attraverso Maurizio Gasparri, ieri si sono pronunciati quelli della Lega, con Salvini che ha auspicato che in pochi giorni si possa partire con la campagna elettorale nel Lazio.
Nel centrosinistra, invece, sono iniziati i colloqui da parte di Alessio D'Amato, candidato presidente del Pd, con gli altri partiti del campo largo. Il nodo principale è sempre quello dell'alleanza col Movimento 5 Stelle. Ma la distanza appare incolmabile. I pentastellati insistono sulla questione del termovalorizzatore e respingono ogni possibilità di accordo. Per loro, elettoralmente, è meglio andare da soli, incrementare i consensi per veder crescere anche a livello nazionale il peso del partito. Tutto a discapito del Pd che invece cala nei consensi e per il quale una sconfitta doppia, in Lazio e Lombardia, sarebbe un colpo durissimo. In provincia di Latina, intanto, si moltiplicano le indiscrezioni su una discesa in campo, alle regionali, di Damiano Coletta. L'ex sindaco di Latina sarebbe stato contattato nei giorni scorsi anche dall'ex sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, che proprio ieri ha indicato le priorità di programma del gruppo civico che rappresenta. «Vorremmo creare delle liste civiche con il centrosinistra - ha continuato Pascucci - ma in questo momento mi sembra, come è accaduto altre volte, che il centrosinistra si sia riunito senza le forze civiche, con delle forze politiche che sommate tutte non hanno neanche la metà dei rappresentanti che abbiamo noi. Questa volta non siamo disposti a lasciare accadere quello che succede sempre, stavolta o entra la componente civica seriamente altrimenti ci muoveremo per conto nostro, con una candidatura civica a presidente della Regione».