Gli elettori del territorio pontino hanno almeno una ragione per non vedere di buon occhio la decisione del Partito democratico di candidare Alessio D'Amato al ruolo di prossimo Governatore del Lazio.

La vicenda del nuovo ospedale di Latina vale da sola un monito e un'allerta rispetto al profilo dell'assessore alla Sanità del Lazio. Molto bravo ad attrarre su di sé il merito dei vertici delle Asl provinciali per l'ottima gestione della fase emergenziale del Covid, (è la politica, bellezza!), D'Amato lo è stato meno nel gestire, stavolta in prima persona, il caso che sta molto a cuore all'utenza pontina, cioè quello del nuovo ospedale che dovrebbe dare una risposta all'aumentata richiesta di un servizio che sia qualitativamente migliore e in grado di frenare la migrazione sanitaria che ha determinato il processo di progressivo svuotamento dei reparti e delle sale operatorie dei nosocomi pontini.

Era l'estate 2020 quando l'Ance della provincia di Latina donò alla Asl, nel Corso di una conferenza pubblica, il progetto del nuovo ospedale di Latina, progetto realizzato dall'architetto Massimo Rosolini e dall'ingegner Andrea Pol.
Non ci fu un'adesione entusiasta da parte della Regione, benché fosse chiaro da subito che il gesto dell'Ance non voleva e non poteva essere un'ipoteca sull'esecuzione dei lavori, dal momento che anche la forma del progetto di finanza, nel caso in cui si fosse deciso di perseguire quella strada, è strutturata come una gara pubblica aperta a tutti.

Messo all'angolo da quella che poteva sembrare addirittura una provocazione, D'Amato era sembrato tornare su propri passi all'indomani dell'accettazione formale del progetto per il nuovo ospedale da parte dell'allora neoinsediata Direttrice generale della Asl di Latina Silvia Cavalli.
«Sottoporremo il progetto dell'Ance ad una parziale revisione» aveva detto l'assessore regionale, indicando anche lo studio romano ch avrebbe svolto l'incarico.

Sono trascorsi due anni, non si sa granché di quella revisione, non c'è un progetto definitivo e quindi non è mai stato dato il via all'iter per la predisposizione del bando di gara per l'affidamento in appalto dei lavori, malgrado la Regione abbia da tempo stanziato la somma di 300 milioni di euro per il nuovo ospedale di Latina.

Quello che D'Amato non ha voluto fare per la sanità pontina nella sua veste di assessore regionale, difficilmente potrebbe farlo nel suo eventuale ruolo di governatore del Lazio.
E se volesse tirare fuori adesso, in piena campagna elettorale, la questione del nuovo ospedale di Latina, D'Amato potrebbe davvero correre il rischio di non essere preso sul serio. E per un candidato impegnato in un'impresa complicata come quella del Pd per la riconquista della Regione Lazio, non c'è niente di peggio.

Sarà interessante comunque scoprire in che modo, e con quali argomentazioni, il Partito democratico affronterà la campagna elettorale per le regionali in provincia di Latina, dove ci sarà una molteplicità di candidati dem, a cominciare dai due consiglieri uscenti Enrico Forte e Salvatore La Penna, ai quali si aggiungerà certamente Carmela Cassetta, attualmente Presidente del Parco della Riviera di Ulisse, in carico al Pd.

E dulcis in fundo, a fare da contorno, anche due o tre aspiranti candidati sindaco per le prossime amministrative di primavera nel capoluogo, certamente Enzo De Amicis e Daniela Fiore, chiamati al sacrificio dal partito, ma evidentemente anche ansiosi di contarsi in vista di un possibile ricorso alle primarie interne, o estese al campo largo se la partita si giocherà in coalizione piuttosto che in ordine sparso.