Si candida, non si candida, forse sì o forse no. L'indecisione di Damiano Coletta di fronte alla possibilità di tentare la scommessa delle regionali sta tenendo i suoi col fiato sospeso, e non soltanto loro. Perché intorno ai guizzi ormai proverbiali del leader di Latina bene comune si agita l'intera compagine del centrosinistra locale, a partire dal Pd e via seguendo in ciascuna delle sponde del cosiddetto quanto virtuale campo largo.
L'assemblea dei soci di Latina bene comune era convocata per le 18.30 di ieri con all'ordine del giorno la convalida o meno della candidatura di Damiano Coletta alle elezioni regionali di febbraio nella lista di Alessio D'Amato, il candidato governatore del Lazio in quota al Partito democratico. Ma qualcosa deve essere intervenuto nel frattempo perché nel primo pomeriggio è stato convocato di corsa il Consiglio generale del movimento, una sorta di Direzione, per una comunicazione del «capo». Una comunicazione che ha poi vanificato il senso dell'assemblea dei soci di Lbc, ai quali è stato semplicemente comunicato che la decisione all'ordine del giorno slitta a nuova data, quella del 29 dicembre prossimo.
Due passaggi, quelli di ieri pomeriggio, che testimoniano, qualora ce ne fosse bisogno, qual è lo stato dell'arte in casa Lbc: non ci sono scelte politiche, più o meno condivise, ma semplicemente scelte personali.
Perché il primo passaggio politico che i benecomunardi avrebbero dovuto affrontare, visto che il movimento dovrà avere una candidatura per le regionali, era quello di stabilire se la figura di Valeria Campagna era idonea o meno allo scopo. La più giovane dei consiglieri ellebiccini era partita per tempo, già da qualche mese, nel proporsi come possibile candidata alla Regione, ma adesso il tira e molla di Coletta la sta mettendo non soltanto in imbarazzo, ma anche nella posizione di chi domani potrebbe passare come la stampella del capo, nel caso in cui lui, Coletta, decidesse di non candidarsi. Mandare avanti la più giovane della nomenclatura del movimento avrebbe avuto un senso preciso: Valeria Campagna, portando a casa qualche migliaio di voti, avrebbe comunque fatto un figurone e offerto un'unità di misura per eventuali alleanze future, anche per le amministrative del capoluogo. Se invece la stessa quantità di consensi dovesse ottenerla il leader di Lbc, la conta sarebbe probabilmente rovinosa per il movimento.
Ma al di là di queste considerazioni, la domanda è un'altra: cosa potrebbe cambiare da oggi al 29 dicembre, con in mezzo le feste, nello scenario interno di Latina bene comune? Niente. Qualcosa potrebbe invece cambiare per Damiano Coletta, presumendo che sia in trattative con Alessio D'Amato. La valutazione dell'ex sindaco potrebbe essere legata a ciò che farà Enrico Forte, consigliere regionale del Pd, che pare non abbia ancora deciso se ricandidarsi o meno. Cosa che influisce molto sull'indecisione di Coletta, perché senza Enrico Forte la piazza democratica di Latina sarebbe in parte disponibile per sostenere Coletta, visto che gli altri candidati sicuri del Pd, Salvatore La Penna, Enrica Onorati e Carmela Cassetta sono radicati soprattutto nell'area dei Lepini e nel sud della provincia.
Le candidature del Pd per la Regione Lazio dovranno essere ufficializzate entro il 4 gennaio, ed è probabile che entro la data del 29, scelta da Coletta per la convocazione dell'assemblea, Enrico Forte debba aver sciolto la riserva.
Insomma, la partita di Coletta è per lui più importante di quanto possa sembrare, perché la sua è una vera e propria opa sul Pd: il leader di Lbc sa già che non ci sono possibilità di venire eletto, ma se la sua candidatura può valere il suo ingresso dalla porta principale nella casa del Pd di Latina, allora il gioco vale la candela.
Uno scenario che si presta a diverse conclusioni. La prima è che dopo aver cavalcato il movimento senza riuscire a produrre alcun effetto tangibile sull'amministrazione della città, Damiamo Coletta spende il credito della propria leadership sul movimento per tentare la scalata politica in solitaria, non esitando a passare sopra le aspirazioni di Valeria Campagna. La seconda attiene ai rapporti futuri col Pd locale ed anche al rapporto personale con Salvatore La Penna, che ha sostenuto Coletta in lungo e in largo negli ultimi due anni, ricevendone in cambio lo sgarbo di una possibile presenza, tanto inutile quanto dannosa, in una corsa elettorale molto difficile per i candidati del Pd della provincia di Latina.
Terza considerazione, dopo avere seriamente compromesso l'immagine del civismo come valida alternativa ai guasti e all'inadeguatezza della politica, Damiano Coletta si appresta a schiacciare le velleità dell'intero panorama democratico di poter arrivare a formare una coalizione solida e competitiva rispetto al centrodestra pontino. E' la politica, bellezza!