"C'è un tema quasi dimenticato dalla classe politica regionale, ma di vitale importanza per una fetta consistente dell'indotto economico del litorale pontino. Stiamo parlando dell'emergenza erosione, che ha cancellato interi tratti di costa nei Comuni nel Lazio ed in particolare a Latina e provincia - Lo dichiarano in una nota congiunta Enrico Tiero (vice portavoce regionale di FdI), Gianluca di Cocco (ex consigliere di Fdi al Comune di Latina) e Roberta Cuseo (responsabile Dipartimento Marina di Latina - FdI) - L'erosione costiera ha raggiunto, in molti tratti del litorale, livelli di grave dissesto e, considerata la rapida evoluzione dei fenomeni di arretramento delle spiagge degli ultimi anni, le prospettive future sono molto preoccupanti. Relativamente al tema della protezione della costa occorre sottolineare purtroppo l'insufficienza di interventi strutturali da parte dell'amministrazione regionale uscente. La stagione estiva è ancora lontana, eppure ci troviamo di fronte ad una realtà mortificante per i territori, le popolazioni costiere, strutture ricettive e l'intero indotto turistico. Il litorale, la costa, sono un patrimonio, ma come tali necessitano di interventi, di manutenzione, di investimenti. Appare fondamentale pianificare le azioni necessarie a garantire in tempi stretti la difesa e la ricostruzione di tutto il litorale laziale attraverso una serie di iniziative finalizzate a ridurre il rischio di erosione, azzerare il pericolo verso il patrimonio pubblico e privato e per la sicurezza dei cittadini, procedendo ad una vera de propria politica di protezione della costa, definendo interventi periodici e continuativi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
L'allarme sullo stato di salute delle nostre coste, infatti, si trascina da anni tra inadempienze e mancanza di interventi che stanno acuendo i già persistenti danni legati all'erosione, mettendo in ginocchio centinaia di imprese operanti sul litorale laziale.
Imprese che, in particolare nella provincia di Latina, ogni anno devono fare i conti con gli effetti devastanti delle mareggiate e dell'erosione che continuano a sottrarre porzioni importanti di territorio, a distruggere le attività balneari e a mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini.
Non si tratta di soddisfare solo le esigenze di piccole comunità locali, perché stiamo parlando di un fenomeno di vasta portata. Un problema che richiede non annunci o dichiarazioni di intenti, ma azioni mirate e programmate nel tempo, realizzate sulla base di dati certi, che partendo dalla risoluzione delle emergenze principali possa ampliarsi a ricomprendere lavori duraturi. A nostro parere bisogna recepire la voce di migliaia di imprese, soprattutto di piccole dimensioni, operanti sulla costa, da Minturno al Salto di Fondi, passando per Sabaudia, San Felice Circeo, fino a Latina, che rischiano di vedere andar in fumo l'unica fonte di reddito che dal mare e nel mare trova sostentamento. Bisognerebbe evitare (come accaduto fino ad oggi), di realizzare interventi a spot che nell'arco di qualche mese si traducono solo in un dispendio inutile di risorse. Nel passato in effetti si è provveduto ad effettuare singoli interventi, peraltro piuttosto costosi, che tuttavia non hanno modificato la tendenza verso l'assottigliamento di anno in anno delle nostre spiagge.
Le soluzioni-tampone non sono più sufficienti, comportando peraltro un forte dispendio di risorse economiche, ed ecco perché c'è bisogno semmai di un piano di lungo periodo per salvare il nostro mare attraverso interventi strutturali. Gli interventi di difesa, quindi, devono essere integrati in un piano che deve includere criteri di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, in quanto la conservazione dei litorali sabbiosi ben sviluppati e il contrasto all'erosione costiera rappresentano, in genere, una strategia di difesa e di riduzione del rischio di inondazione dei territori costieri".