Mancano venticinque giorni al voto e la campagna elettorale per le elezioni regionali del Lazio è entrata nel vivo. Gli schieramenti sono definiti. Sei i candidati alla presidenza della Regione: Alessio D'Amato (centrosinistra), Francesco Rocca (centrodestra), Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle), Rosa Rinaldi (Unione Popolare), Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano), Fabrizio Pignalberi (Quarto Polo e lista Pignalberi presidente).

In provincia di Latina ci sono 4 seggi. Nei prossimi giorni si procederà al sorteggio per stabilire l'ordine dei candidati alla presidenza e delle liste sulla scheda elettorale (di colore verde). Il presidente della Regione Lazio è eletto direttamente dai cittadini. L'80% dei seggi del consiglio regionale viene assegnato invece con metodo proporzionale, alle liste circoscrizionali concorrenti, con l'applicazione di un premio di maggioranza del 20% alle liste collegate alla persona eletta presidente. Le circoscrizioni coincidono con le province del Lazio, quindi Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Un aperitivo per le comunali
Nelle prossime settimane sarà la corsa al Consiglio regionale a tenere banco. I candidati consiglieri catalizzeranno l'attenzione a caccia dei voti di preferenza necessari per conquistare gli appena 4 seggi a disposizione in provincia. Ma accanto a questo, c'è anche un'altra partita, in qualche modo collegata a quella principale: si farà la conta del peso territoriale in vista delle elezioni comunali di primavera. I partiti del centrodestra si sono trovati d'accordo su un punto: il risultato delle politiche di settembre era legato particolarmente al ruolo dei leader nazionali, un voto d'opinione dove il peso dei candidati locali contava limitatamente. Alle regionali lo scenario è diverso perché ogni partito concorre in un sistema proporzionale dove sono le preferenze individuali dei candidati a fare la differenza. Su quei voti si peseranno Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. In palio c'è tanto. In primo luogo l'assessorato regionale. In questa partita, secondo fonti romane, nelle province saranno in particolare Forza Italia e Lega a misurarsi per ottenere il ticket dell'assessorato (si dà per scontato che Fratelli d'Italia faccia man bassa nella capitale). E poi, non meno importanti, ci sono i comuni pontini al voto. Latina, Aprilia e Terracina fanno gola a tutti e tre i partiti ma per arrivare a una spartizione salomonica, c'è bisogno di un risultato nelle urne che la giustifichi.

Ancora domenica scorsa il leader di Forza Italia Claudio Fazzone è tornato a rivendicare la candidatura a sindaco per il capoluogo pontino, al suo partito: «Dovrà essere la figura migliore che abbiamo a disposizione - dice il senatore Claudio Fazzone - Una persona capace di stare tra la gente, in grado di capire le persone e di saper interpretare le aspettative della comunità. Non accetteremo candidature che non siano espressione di questo nostro modo di intendere la figura di un sindaco, e dunque posso dire che l'indicazione del candidato sarà di Forza Italia, e sarà una candidatura condivisa dagli alleati del centrodestra, perché serve una persona che sappia fare qualcosa di importante per questa città, per affidarla tra dieci o vent'anni, completamente rinnovata e proiettata verso il futuro, alle nuove generazioni. Il nuovo sindaco dovrà essere in grado di programmare il futuro della città, perché la politica è il Cda di un Paese e anche di una città. Questa - ha concluso Fazzone - è la nostra idea sulla figura del candidato sindaco che vogliamo».