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Piano antenne, regolamento comunale bloccato da mesi: Porzi pronto alle dimissioni

Il presidente della Commissione Ambiente Porzi lancia l’ultimatum: “Senza risposte in una settimana mi dimetto”

Piano antenne, regolamento comunale bloccato da mesi: Porzi pronto alle dimissioni

Che fine ha fatto il regolamento comunale sul piano antenne? Dopo mesi di confronto politico, un’approvazione unanime e due anni di lavoro, il provvedimento sembra essersi arenato negli uffici comunali, senza una data certa per l’approdo in Commissione con i pareri definitivi. Una situazione che ora rischia di sfociare in una rottura istituzionale.

E se qualche mese fa si erano rincorse indiscrezioni sulle possibili dimissioni del presiedente della Commissione ambiente, senza però trovare da lui mai nessuna conferma ufficiale, questa volta é lui a sgombrare il campo da qualsiasi dubbio
“La permanenza eccessiva del regolamento presso la segreteria generale e l’ufficio Ambiente, unita alla mancata calendarizzazione della delibera in Commissione dopo un voto unanime di tutte le forze politiche presenti, espone l’ente non solo a possibili ricorsi, ma anche a una pessima figura nei confronti dei cittadini”, afferma Porzi interpellato sull’argomento “ i cittadini aspettano da tempo una regolamentazione su un tema delicato, che riguarda la salute, l’ambiente e la tutela delle fasce più deboli della popolazione. È impensabile che un documento approvato all’unanimità, frutto di due anni di lavoro e con dispendio di risorse pubbliche, possa restare fermo così a lungo senza alcuna comunicazione ufficiale. Anche una risposta informale sarebbe stata doverosa. Soprattutto dopo le mie insistenze per avere chiarimenti sullo stallo, prima con Assessore, poi con il Sindaco e di nuovo un’ultima volta con l’ Assessore e il Sindaco congiuntamente”.
Perché -continua Porzi- “si cerca di imbrigliare la politica dietro cavilli, lacci e laccioli giuridici che poco hanno a che fare con il diritto e che invece appartengono a una burocrazia difensiva tesa solo ad azzerare il ruolo della politica e quindi il volere dei cittadini”?

Il regolamento era stato al centro, nei mesi scorsi, di un acceso confronto tra la Commissione Ambiente, presieduta da Alessandro Porzi, e l’assessore all’Ambiente Franco Addonizio. Durante l’estate non erano mancate critiche da parte dell’assessore, che aveva parlato addirittura di illegittimità salvo poi fare lui stesso un passo indietro nella commissione successiva. Le tensioni si erano però ricomposte a fine settembre, quando il testo era stato approvato all’unanimità in Commissione.

A inizio novembre, però, il regolamento è tornato nuovamente all’esame della Commissione Ambiente dopo una comunicazione della segretaria generale del Comune, Alessandra Macrì, che segnalava la presenza di alcuni refusi nel testo, prima dell’approdo della proposta di delibera in Commissione per un ultimo passaggio. Da quel momento, secondo quanto ricostruito, l’iter si sarebbe bloccato.

La delibera è rimasta a lungo presso la segreteria generale e successivamente è passata al servizio Ambiente, ma senza che vi siano stati riscontri ufficiali o indicazioni sui tempi. E questo nonostante il parere favorevole degli altri servizi coinvolti.
Una situazione che il presidente della Commissione Ambiente definisce ormai insostenibile. Porzi avrebbe posto un vero e proprio ultimatum: se entro una settimana la delibera non tornerà dagli uffici per proseguire l’iter, rassegnerà le dimissioni irrevocabili da presidente della Commissione.

Secondo quanto emerso, la segreteria generale avrebbe segnalato delle mancate conformità alle normative nel testo dopo molto tempo dall’approvazione, trasmettendo poi le proprie osservazioni all’ufficio Ambiente, che starebbe lavorando a una modifica del regolamento.

Porzi afferma il contrario, alcune ultime sentenze, (Consiglio di Stato, etc) vanno nella stessa direzione del regolamento stilato in commissione. Ma il nodo della questione non sembra tanto esser questo piuttosto il perché un atto voluto da maggioranza e opposizione, debba stazionare così a lungo nei servizi da perderne quasi memoria?
A rendere il quadro ancora più delicato, le voci relative all’installazione di un’antenna 5G nei pressi di una scuola, circostanza che accresce le preoccupazioni e il senso di urgenza.

Ora la palla torna agli uffici. Il conto alla rovescia, però, è già iniziato.

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