La posizione
09.01.2026 - 13:00
Che fine ha fatto il regolamento comunale sul piano antenne? Dopo mesi di confronto politico, un’approvazione unanime e due anni di lavoro, il provvedimento sembra essersi arenato negli uffici comunali, senza una data certa per l’approdo in Commissione con i pareri definitivi. Una situazione che ora rischia di sfociare in una rottura istituzionale.
Il regolamento era stato al centro, nei mesi scorsi, di un acceso confronto tra la Commissione Ambiente, presieduta da Alessandro Porzi, e l’assessore all’Ambiente Franco Addonizio. Durante l’estate non erano mancate critiche da parte dell’assessore, che aveva parlato addirittura di illegittimità salvo poi fare lui stesso un passo indietro nella commissione successiva. Le tensioni si erano però ricomposte a fine settembre, quando il testo era stato approvato all’unanimità in Commissione.
A inizio novembre, però, il regolamento è tornato nuovamente all’esame della Commissione Ambiente dopo una comunicazione della segretaria generale del Comune, Alessandra Macrì, che segnalava la presenza di alcuni refusi nel testo, prima dell’approdo della proposta di delibera in Commissione per un ultimo passaggio. Da quel momento, secondo quanto ricostruito, l’iter si sarebbe bloccato.
La delibera è rimasta a lungo presso la segreteria generale e successivamente è passata al servizio Ambiente, ma senza che vi siano stati riscontri ufficiali o indicazioni sui tempi. E questo nonostante il parere favorevole degli altri servizi coinvolti.
Una situazione che il presidente della Commissione Ambiente definisce ormai insostenibile. Porzi avrebbe posto un vero e proprio ultimatum: se entro una settimana la delibera non tornerà dagli uffici per proseguire l’iter, rassegnerà le dimissioni irrevocabili da presidente della Commissione.
Secondo quanto emerso, la segreteria generale avrebbe segnalato delle mancate conformità alle normative nel testo dopo molto tempo dall’approvazione, trasmettendo poi le proprie osservazioni all’ufficio Ambiente, che starebbe lavorando a una modifica del regolamento.
Porzi afferma il contrario, alcune ultime sentenze, (Consiglio di Stato, etc) vanno nella stessa direzione del regolamento stilato in commissione. Ma il nodo della questione non sembra tanto esser questo piuttosto il perché un atto voluto da maggioranza e opposizione, debba stazionare così a lungo nei servizi da perderne quasi memoria?
A rendere il quadro ancora più delicato, le voci relative all’installazione di un’antenna 5G nei pressi di una scuola, circostanza che accresce le preoccupazioni e il senso di urgenza.
Ora la palla torna agli uffici. Il conto alla rovescia, però, è già iniziato.
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