Il caso
12.01.2026 - 12:00
Qualcosa si muove sul fronte del regolamento comunale sul piano antenne, approvato all’unanimità dalla Commissione Ambiente dopo due anni di lavoro e rimasto per mesi bloccato negli uffici comunali senza una tempistica certa per la conclusione dell’iter. L’ufficio Ambiente, guidato dal dirigente Gian Pietro De Biaggio, starebbe ora valutando i profili di correttezza del testo con l’obiettivo di esprimere un parere che consenta il ritorno della delibera in Commissione e la riattivazione del procedimento.
Resta da chiarire se le modifiche introdotte dalla Commissione siano pienamente compatibili con il quadro normativo vigente o se, come sostenuto in passato dall’assessore all’Ambiente Franco Addonizio, siano necessari ulteriori correttivi. Dopo le tensioni iniziali tra Commissione e assessorato, ricomposte a fine settembre con l’approvazione unanime del regolamento, a inizio novembre la delibera era tornata all’esame della Commissione a seguito di una segnalazione della segreteria generale relativa ad alcuni refusi. Da quel momento, però, l’iter si era nuovamente arenato, sostando prima in segreteria generale e poi al servizio Ambiente senza comunicazioni ufficiali. Su questa situazione ha forzato la mano il presidente della Commissione Ambiente, Alessandro Porzi, definendola insostenibile e denunciando il rischio di ricorsi, un danno d’immagine per l’ente e lo svuotamento del ruolo della politica a favore di una burocrazia “difensiva”.
Porzi ha manifestato al sindaco l’intenzione di rassegnare le dimissioni in assenza di un rapido sblocco dell’iter. A rendere il quadro ancora più delicato contribuiscono le voci sull’installazione di un’antenna 5G nei pressi di una scuola, che alimentano preoccupazioni e senso di urgenza. Va però chiarito che il potere regolatorio dei Comuni in materia è limitato e che il regolamento può fornire indirizzi che devono comunque essere contemperati con le normative europee e nazionali in materia di comunicazioni. E’ questo il punto delicato da chiarire per capire se la bozza che deve confluire nella delibera di consiglio sia formalmente corretta senza esporsi al rischio di ricorsi. Su questo punto Porzi è netto: intende portare la delibera in commissione al più presto, anche se recepisse delle riserve, per aprire il confronto.
E sul punto spiega: «Il Regolamento comunale sulle antenne è oggi in fase di approvazione e proprio per questo il Comune non può permettersi di continuare a rilasciare autorizzazioni né di lasciare che i procedimenti si perfezionino attraverso il silenzio assenso. Ci troviamo in un limbo amministrativo evidente in cui ogni decisione assunta ora rischia di svuotare di significato il lavoro che la Commissione Ambiente sta portando avanti per dotare la città di regole chiare, trasparenti e condivise. Autorizzare oggi significa anticipare gli effetti di scelte che dovrebbero invece essere governate domani dal Regolamento, creando situazioni di fatto irreversibili e compromettendo la credibilità stessa dell’azione amministrativa. In una fase come questa il Comune ha il dovere di fermarsi, di esercitare prudenza istituzionale e di tutelare l’interesse pubblico evitando forzature che aprono conflitti con i cittadini e alimentano contenziosi».
Secondo Porzi, per queste ragioni è necessario procedere al ritiro in autotutela delle autorizzazioni perfezionate in questo periodo transitorio e sospendere ogni nuovo procedimento fino all’entrata in vigore del regolamento comunale. «L’autotutela non è un atto contro lo sviluppo tecnologico né contro gli operatori del settore, ma uno strumento di responsabilità amministrativa che serve a garantire equilibrio territoriale, certezza delle regole e rispetto del ruolo del Consiglio comunale. Governare l’innovazione non significa subirla né rincorrerla, ma stabilire prima le regole e solo dopo consentire le autorizzazioni. Fare il contrario significa forzare i tempi e indebolire le istituzioni».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione