Antenne 5G, diritti e regole mancate
13.01.2026 - 11:15
Come si concilia il diritto all’accesso alle informazioni e alla libera comunicazione con quello dei cittadini alla sicurezza e alla tutela dei siti sensibili nella gestione dell’installazione di impianti di telefonia mobile? A Latina la questione si fa concreta in assenza di una regolamentazione perché quella comunale sul piano antenne, approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente dopo due anni di lavoro, è ancora ferma negli uffici senza una data certa per il completamento dell’iter. L’ufficio Ambiente, guidato dal dirigente Gian Pietro De Biaggio, sta ora valutando la correttezza formale del testo ed eventuali eccezioni per consentire il ritorno della delibera in Commissione, dopo che nei giorni scorsi era arrivato anche il pressing del presidente della Commissione Ambiente, Alessandro Porzi, che aveva denunciato lo stallo chiedendo l’autotutela sulle autorizzazioni già rilasciate e la sospensione di nuovi procedimenti fino all’entrata in vigore del regolamento. L’obiettivo è garantire regole chiare e trasparenti, contemperando l’innovazione tecnologica con la sicurezza normativa e il ruolo del Consiglio comunale. In questo contesto si inseriscono le preoccupazioni dei cittadini per l’installazione di una nuova antenna 5G vicino alla scuola Rodari, sollevate con una nota inviata al Comune e all’Arpa dall’amministratore di condominio della palazzina interessata in via Fiuggi a Latina. I cittadini hanno chiesto chiarimenti in una nota inviata ad Arpa e Comune su titoli autorizzativi, valutazioni di impatto e compatibilità con le norme sui campi elettromagnetici. L’Arpa Lazio ha risposto confermando che era stato espresso parere favorevole e che il progetto rispettava i limiti di esposizione e gli obiettivi di qualità previsti dal DPCM 8 luglio 2023. Anche il Comune ha chiarito che la richiesta era stata regolarmente presentata e istruita attraverso lo Sportello Unico per l’Edilizia, e che tutte le verifiche erano risultate conformi alla normativa vigente. La vicenda evidenzia come, in assenza di regole chiare e condivise, anche procedimenti perfettamente legittimi possano generare preoccupazione e tensione tra cittadini e istituzioni. Il precedente che fa discutere Su questo tema però c’è anche un precedente giuridico rilevante: la recente sentenza del Consiglio di Stato n. 08748/2025. La Corte nel pronunciamento ha confermato la legittimità del diniego del Comune di Este all’installazione di un impianto di telefonia mobile Iliad vicino a una scuola materna, ribadendo che i regolamenti comunali sui “siti sensibili” – come asili e scuole – devono essere rispettati. La deroga è ammessa solo in caso di reale impossibilità tecnica di assicurare la copertura, e non può essere giustificata da lievi differenze nella qualità del segnale. La decisione sottolinea l’importanza di tutelare la sicurezza e il benessere dei cittadini, dimostrando che regole chiare e preventive sono essenziali per governare l’innovazione tecnologica senza conflitti e contenziosi
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