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Il caso

Sull’orlo della crisi politica per il piano antenne

Delibera ferma da mesi e ripetitori senza regole. Pesano le divisioni interne

Allarme del Codacons: Comune di Latina a un passo dal dissesto

Cosa c’è dietro il blocco del piano antenne che, dopo decine di sedute in commissione Ambiente, due anni di lavoro, divergenze tra commissione e assessore all’ambiente e infine un’approvazione unanime, sembra oggi essersi arenato negli uffici comunali senza una data certa per l’approdo con i pareri definitivi? E come si giustifica questa attesa mentre si continuano a rilasciare permessi per l’installazione di ripetitori attraverso lo strumento del silenzio assenso? Chi ha interesse a trascinare una questione nella quale ogni mancanza di regole favorisce lo sviluppo delle reti di telefonia mobile senza criteri di tutela per i cittadini, soprattutto in prossimità di siti sensibili come scuole e asili, nonostante esistano già sentenze che dimostrano come l’inerzia amministrativa produca ricadute rilevanti? Sono interrogativi legittimi ai quali oggi si tenterà di dare risposta nella commissione Trasparenza presieduta da Maria Grazia Ciolfi.

All’ordine del giorno, alla presenza dell’assessore Franco Addonizio e del dirigente Gian Pietro De Biaggio, l’esame dell’iter autorizzativo relativo all’installazione della nuova antenna 5G in via Fiuggi – che sta suscitando preoccupazione tra i residenti – e, al secondo punto, un aggiornamento sullo stato dell’istruttoria del piano antenne per chiarire tempi e modalità di approvazione del regolamento. Il tema approda in Trasparenza dopo il pressing dei giorni scorsi del presidente della commissione Ambiente Alessandro Porzi, che aveva chiesto di sbloccare il regolamento, evidenziando il rischio di ricorsi e di danni per il Comune, oltre alla necessità di valutare l’autotutela sulle autorizzazioni già rilasciate. Una posizione legittima, motivata dalla responsabilità assunta nei confronti dei cittadini e dei comitati ambientalisti – come la CEE, che ha affidato il caso all’avvocato specializzato in elettrosmog Luca Sacripanti valutando un ricorso – dal momento che il piano rappresenta uno strumento essenziale per regolamentare l’installazione di impianti e ripetitori. L’inerzia di questi mesi appare infatti grave e difficilmente giustificabile.

La vicenda affonda le radici nel lavoro svolto tra il 2021 e il 2022, quando la commissione Ambiente aveva approvato all’unanimità un regolamento condiviso anche con i comitati. Dopo le elezioni, però, quel percorso si è interrotto. Prima del voto, le associazioni avevano ottenuto rassicurazioni dalla candidata sindaco Matilde Celentano sulla volontà di riprendere il testo per non disperdere il lavoro svolto. In estate sono però emerse frizioni tra la commissione e l’assessore Addonizio, che aveva definito illegittime alcune norme del piano: dichiarazioni poi rientrate e sfociate nell’approvazione unanime di settembre. Successivamente si era parlato soltanto di correzioni formali e refusi, come emerso a novembre, ma da allora la delibera è nuovamente scomparsa nei meandri degli uffici comunali.

Una situazione critica che rischia di aprire una nuova crisi in maggioranza. Se è legittimo il passaggio in commissione Trasparenza, ci si sarebbe tuttavia aspettati un ritorno in commissione Ambiente, sede deputata a esaminare le correzioni e ad approvare rapidamente il testo, segnale evidente di frizioni non ancora risolte tra assessorato e commissari di maggioranza. In questo contesto spicca il silenzio del sindaco, che in estate aveva dichiarato: «Mi prendo l’impegno di affrontare nel più breve tempo possibile il tema del Piano antenne, uno strumento fondamentale per la corretta pianificazione urbanistica e per la minimizzazione dei valori di campo elettromagnetico».

Il sindaco aveva ricordato anche di essersi espressa a favore della regolamentazione già nella precedente consiliatura, da componente della commissione Ambiente: «Ritengo necessario che il nostro territorio si doti di questo strumento a tutela della salute dei cittadini. E mi complimento con la commissione Ambiente, il presidente Alessandro Porzi e i componenti per il lavoro svolto». Un lavoro che, però,  come molti atti prodotti dal Comune, è oggi inattuato e resta ancora impigliato in questioni tecniche – (o politiche ?) – che finiscono per mettere in secondo piano l’interesse dei cittadini.

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