Ha scritto alla Direzione Sanità della Regione Lazio e alla Direzione Generale della ASL di Latina per denunciare la gestione dei posti letto all’ospedale “Alfredo Fiorini” di Terracina e anche il ricorso sistematico alle strutture private. Arcangelo Palmacci, segretario provinciale e locale di Azione, è da sempre in prima linea davanti alle criticità della sanità territoriale e in questo caso per una situazione che definisce «inaccettabile e paradossale. Nell’ultima settimana circa 20 pazienti al giorno sono rimasti bloccati nei locali del Pronto Soccorso in attesa di ricovero. Parallelamente, dopo i 78 trasferimenti di pazienti verso strutture private già effettuati nei giorni scorsi, si continua a dislocare altrove i pazienti aggravando, ingiustificatamente, i costi a carico della collettività».
Tutto questo, secondo il referente del partito di Calenda, avverrebbe nonostante la presenza di 22 posti letto pubblici attualmente sospesi e inutilizzati. «Risorse - spiega - immediatamente disponibili che potrebbero risolvere gran parte delle criticità esistenti. Questa situazione non rappresenta soltanto un grave disservizio sanitario, ma configura anche una responsabilità politica diretta delle istituzioni competenti, che continuano a consentire il ricorso sistematico al privato pur disponendo di risorse pubbliche inutilizzate».
Per Palmacci appare necessaria una motivazione ufficiale sulle ragioni per cui i 22 posti letto risultino sospesi e non utilizzati da circa 24 mesi. «Così come va spiegato il ricorso continuativo alle strutture private a fronte della disponibilità di posti letto pubblici. A questo punto è indispensabile che si individuino i tempi certi e le misure concrete per la riattivazione dei posti letto. Ribadisco con fermezza che la mancata attivazione di posti letto già disponibili non è più accettabile. Il protrarsi di tale situazione comporta rischi clinici per i pazienti, sovraccarico del personale sanitario, evidenti disservizi e un inammissibile spreco di risorse pubbliche. Invito pertanto la ASL e la Regione Lazio - conclude Palmacci - a fornire risposte immediate e azioni concrete anche al fine di evitare la eventuale configurazione di una grave omissione istituzionale, rispetto alla quale i cittadini di Terracina esigono chiarimenti e assunzione di responsabilità».