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Scosse nella giunta di Pomezia, si dimette l'assessore Amelia Paiano

Il sindaco ringrazia la delegata dimissionaria e respinge le accuse sulla gestione dei rifiuti: «Critiche strumentali su problemi nati con la gara del 2021»

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Cambio nella giunta comunale di Pomezia. L’assessore all’Ambiente Amelia Paiano ha rassegnato le dimissioni dal proprio incarico. A comunicarlo è stato il sindaco Veronica Felici con una nota in cui ringrazia l’esponente della giunta «per il lavoro svolto in questi mesi». Il primo cittadino ha annunciato che nei prossimi giorni saranno messe in campo azioni straordinarie sulle politiche ambientali, con particolare attenzione alla gestione del servizio rifiuti, tema che negli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito politico cittadino. 

Nel comunicato il sindaco respinge le ricostruzioni circolate in questi giorni sulle responsabilità politiche legate alle criticità del servizio. Secondo l’amministrazione, infatti, molti dei problemi attuali deriverebbero dalla gara d’appalto bandita nel 2021 per l’affidamento del servizio di igiene urbana. «Tutti i problemi derivano da una gara scellerata del 2021, che abbiamo ereditato e che continua a generare criticità», afferma il primo cittadino. Nel mirino in particolare il capitolato dell’appalto, che – secondo quanto sostenuto nella nota – non avrebbe previsto neppure il servizio di spazzamento delle strade.

Una scelta che, sempre secondo il sindaco, avrebbe reso necessario intervenire successivamente per garantire servizi fondamentali per la pulizia urbana, con il rischio però di far lievitare i costi. «È proprio da queste gravi mancanze che nasce la disputa attuale – si legge – una disputa che cercava di evitare l’aumento di costi spropositati per ottenere servizi non previsti dalla gara».

Parole dure anche nei confronti di chi, in questi giorni, ha criticato l’operato dell’amministrazione. «La situazione è delicata e non accetto sciacallaggi da parte di chi oggi evita di riconoscere gli errori gravissimi commessi», conclude il sindaco, parlando di un servizio «inefficiente» per un settore «tanto delicato quanto indispensabile come quello dei rifiuti».

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