La commissione straordinaria di liquidazione che si è insediata a San Felice Circeo il 15 marzo 2013 dopo la dichiarazione del dissesto finanziario ha concluso il proprio lavoro. Dopo quattro anni sono stati pagati oltre tre milioni di euro di debiti, ma il saldo è positivo e segna 44mila euro di attivo grazie agli incassi in buona parte provenienti dal recupero dell'evasione. Potrebbero arrivare altri soldi, ma dovranno andare al ministero.
L'elenco dettagliato è stato pubblicato ieri dopo i rilievi formulati a gennaio dal ministero. L'ammontare della massa passiva da pagare è stato di 3.226.397 euro, ma la massa attiva - tolte le spese per la gestione della liquidazione - è pari a 3.270.610 euro. In sostanza, l'attività si è chiusa con un attivo di 44.213 euro cui ha contribuito la vendita di un terreno da 9.801 metri quadrati in località Quarto Caldo al prezzo di 150mila euro. Dal recupero dell'Ici, come si accennava, potrebbero arrivare altri proventi. «Poiché la competenza temporale li fa ricadere nella competenza dell'organo straordinario di liquidazione - si legge negli atti - le somme che saranno incassate dovranno essere restituite al ministero fino a concorrenza del contributo assegnato. Al momento è impossibile la quantificazione delle somme che saranno effettivamente riscosse, in quanto i ruoli sono soggetti a discarichi, ricorsi e annullamenti». Al contempo potrebbero esserci altre uscite derivanti da vertenze giudiziarie pendenti. La più rilevante dal punto di vista finanziario è quella con la Asl di Latina per le prestazioni sanitarie su cani randagi. In ballo ci sono 73.286 euro. In primo grado il Tribunale amministrativo ha dato ragione al Comune, ma pende l'appello innanzi al Consiglio di Stato.
Quali sono però questi debiti liquidati per oltre 3,2 milioni di euro? L'elenco è allegato alla delibera n°2 della commissione straordinaria di liquidazione che risale al 7 aprile e che è stata pubblicata ieri sull'albo pretorio del Comune di San Felice. La voce più consistente è quella delle somme dovute per "prestazioni di servizi", che ammonta a 1.461.781 euro. A seguire quasi mezzo milione di "servizi assicurativi". Poi ancora: forniture di materie prime o beni, franchigie per sinistri, risarcimenti e altre voci fino ad arrivare a 3,2 milioni di euro. Cifra che è comunque inferiore a quella dei debiti esclusi dalla liquidazione, che ammontano a ben 3,9 milioni di euro. Cause non concluse, procedure non rispettate per l'assegnazione di contributi e somme non dovute per gli incarichi di staff. Queste alcune delle cause di esclusione dalla massa passiva calcolata dopo la dichiarazione del dissesto, il cui piano d'estinzione dei debiti a distanza di quattro anni dalla dichiarazione è ormai concluso per quanto riguarda le competenze della commissione straordinaria di liquidazione.