I tagli dei contributi nei confronti del Comune non erano legittimi. Ecco perché la giunta comunale di Itri si prepara a presentare il conto allo Stato. Chiesti indietro 318mila euro non pagati nell'anno 2013. L'iniziativa scaturisce dalla sentenza con la quale lo scorso anno la Corte Costituzionale ha bocciato la spending review decretando l'illegittimità costituzionale del provvedimento, nella parte in cui lo Stato prevede la riduzione delle risorse per gli enti locali senza alcuna forma di coinvolgimento con tali enti. La giunta del sindaco Antonio Fargiorgio, in assenza di un termine per l'adozione del decreto di natura non regolamentare del ministero dell'Interno, ha deciso su proposta del consigliere delegato Vittoria Maggiarra, presidente della commissione Bilancio e Programmazione nonché capogruppo di maggioranza del gruppo consiliare "Itri prima di tutto" di procedere, con opportune formali diffide, nei confronti dell'amministrazione statale. Nello specifico l'azione è rivolta nei confronti di ministero Economia e Finanze,  dell'Interno e verso la presidenza del Consiglio dei ministri. L'obiettivo è quello di recuperare le risorse illegittimamente trattenute dallo Stato per l'anno 2013 e non trasferite al Comune di Itri.

"In questo modo – spiega Maggiarra - si vuole dar seguito alla statuizione contenuta nella sentenza del Giudice delle Leggi, che ha effetto retroattivo. Si tratta di far valere i principi capisaldi delle relazioni tra Enti pubblici e, specificatamente, - incalza la Consigliera – il principio di leale e reciproca collaborazione per l'adozione delle decisioni che riguardano altri livelli di governo e, al contempo, il principio secondo il quale ogni intervento di riduzione di risorse non deve compromettere la possibilità per i Comuni di garantire servizi essenziali e di qualità ai cittadini. Il Comune di Itri conta di recuperare, con le azioni previste, la somma complessiva di euro 318.341,21.