In vista delle elezioni primarie di coalizione del centro-sinistra di Cori e Giulianello in programma per domenica 23 Aprile, la candidata Chiara Cochi, già sostenuta da PSI, MAG e PCI, ottiene l'appoggio anche di una parte dell'ala maggioritaria renziana del Partito Democratico locale, che ufficializza il suo impegno in favore di Chiara Cochi con un comunicato a firma dell'ex Segretario del Circolo PD di Cori, Emanuela Fanfani. "Il paese ha bisogno di un nuovo progetto, e Chiara Cochi può contribuire a realizzarlo, con tutta la sua carica di energia, vitalità, dedizione e passione civile – spiega Emanuela Fanfani - Chiara Cochi ha da subito scelto di impegnarsi e proporsi come candidata a Sindaco, è Assessore del Comune di Cori con deleghe in ambito sociale e dei servizi alla persona, ed è una donna, componente quest'ultima che avvalora ulteriormente la nostra scelta". Alcuni militanti del PD non condividono – "il metodo di imposizione del candidato a Sindaco del PD da parte di una minoranza, dimostrazione ultima di una gestione dirigenziale autoreferenziale ed isolazionista - criticata da questi stessi esponenti piddini, che settimane fa avevano promosso una raccolta firme - affinché il candidato a Sindaco del PD fosse il frutto di una scelta democratica e partecipata attraverso lo strumento statutario delle primarie di partito." "La mancanza di una direzione forte e autorevole alla guida del PD ha impedito al riguardo un confronto politico serio – continua Emanuela Fanfani - la dirigenza ha respinto ogni forma di dialogo e di apertura, maturando una scelta così importante al chiuso di una stanza, con una decina di voti tra eletti ad un congresso frettoloso e qualche "autorevole" politico, senza indire l'Assemblea degli iscritti che pure era stata garantita dal Segretario pro tempore del Circolo." L'attuale candidato del PD in vista delle amministrative dell'11 Giugno non è considerato da tutto il PD adeguato alle sfide future che attendono la città – "la politica deve essere fatta da chi la sceglie con determinazione, deciso a mettersi a disposizione della cittadinanza per il bene comune – conclude la Fanfani - affidare simile responsabilità a persone che hanno mostrato incertezza, indisponibilità, ripensamenti e rifiuti, è inopportuno, pericoloso e poco lungimirante".