Da nord a sud della provincia, soprattutto in vista delle amministrative, si riaprono i tavoli delle trattative e delle alleanze. Da un lato ci sono i partiti dall'altro le civiche che a livello locale conquistano consensi. Una critica alle scelte del Partito Democratico arriva da Riccardo Agostini, consigliere regionale di Articolo 1 – Mdp e Fabrizio Porcari di Articolo 1 – Mdp Latina  "Con l'approssimarsi delle primarie del Pd proseguono senza sosta le prove tecniche locali di Partito della Nazione. In tutta Italia sono ormai all'ordine del giorno le ricomposizioni di giunte comunali con il soccorso della destra a nuove maggioranze e relativi rimpasti di giunte. Nel Lazio è indicativo il caso di Formia, in provincia di Latina, dove cambia la maggioranza: il sindaco resta alla guida della città ma mette alla porta i consiglieri di Sel, stravolgendo il risultato delle elezioni, e li sostituisce con quelli di Forza Italia. Così incassa il voto favorevole sul bilancio e prepara un inevitabile rimpasto di giunta. Situazione speculare a Gaeta, dove stavolta il soccorso al sindaco di Forza Italia arriva dal Pd: non presenterà il simbolo alle imminenti elezioni e sosterrà il candidato di Forza Italia, che a sua volta non presenterà il simbolo cercando così di far passare la candidatura come civica. Tutte casualità forse, o al massimo situazioni frutto delle comuni origini politiche dei vertici dei due schieramenti. L'impressione però, è che si stia testando nelle realtà locali una alleanza post voto già imbastita per il governo del Paese, in barba a tutti i proclami di ricostruzione del centrosinistra. Sarebbe un errore politico molto grave, che segnerebbe la definitiva mutazione genetica del Pd allontanando qualunque possibilità di nuova alleanza di centrosinistra e stendendo tappeti rossi all'avanzata di tutti i populismi." Tra i comuni in ballo anche quello di Sabaudia dove poco più di un mese fa Stefano Zappalà ex europarlamentare di Forza Italia aveva fatto appello alle forze politiche in corsa per le amministrative. L'invito era quello di realizzare una maxi coalizione che potesse contrapporsi al Movimento Cinque Stelle. Nessuna risposta positiva dal centrodestra era arrivata, unica adesione, quella del Partito Democratico.