Nessun ordine dall'alto né a livello nazionale né tantomeno provinciale «Cittadini per Sabaudia» si presenta come un movimento «autoctono» e lo fa con centinaia di adesioni al seguito. E'iniziato in ritardo l'evento di apertura di campagna elettorale tenutosi presso l'Hotel Le Dune domenica sera perchè i partecipanti erano troppi. Qualcuno ha dovuto portare sedie in più, allestire una seconda sala ed in molti hanno deciso di andarsene non trovando parcheggio. Possibile? Gli organizzatori hanno contato circa 700 persone, in alcuni casi, i numeri possono già essere una risposta. La candidata Giada Gervasi ha illustrato il progetto del movimento riassunto sì in un programma elettorale realizzato però in circa quattro anni attraverso un lavoro meticoloso, da formichina davvero, che ha permesso di raccogliere ogni singola proposta presentata dai cittadini, un lavoro che la candidata ha definito subito di squadra. La Gervasi non parla in prima persona, davanti a tutto c'è il «noi», inteso come movimento politico ma anche come città. «Non ci sono più alibi - ha esordito la candidata - basta con la vecchia politica, basta con l'antipolitica, largo alla politica dei cittadini. Sì, la nostra è una proposta di cambiamento fatta da cittadini ad altri cittadini». E dal «noi» è partita anche la risposta ai tanti attacchi delle ultime settimane qualche sassolino dalla scarpa che gli aderenti a «Cittadini per Sabaudia» hanno deciso di togliersi. «La nostra coalizione - ha proseguito la Gervasi - ha deciso di non apparentarsi con chi ha amministrato prima perché i risultati delle esperienze maturate da costoro sono sotto gli occhi di tutti. Ma c'è ancora chi, tra i miei ‘avversari' e ‘detrattori', continua a parlare di accordi segreti e di posti assicurati in consiglio comunale. Vi invito, qualora vi dovessero riferire una simile cosa, a chiamarmi all'istante per un confronto diretto con la persona». La Gervasi e i suoi candidati non sembrano essere spaventati quindi dagli attacchi delle ultime settimane, definiti solo come intenti «diffamatori» e «bugie» ma poi sono arrivate anche altre risposte. «E ora passatemi la domanda - ha proseguito la Gervasi - i molti che si candidano oggi cosa hanno fatto ieri? Siamo stanchi di vedere i soliti noti che si scambiano le casacche, che prima sono nemici e poi si alleano per poi sfiduciarsi, perché non sono stati accontentati». E sui Cinque Stelle? «Non abbiamo paura dei Cinque Stelle, noi siamo diversi, noi non siamo nati per le elezioni e non prendiamo ordini da Genova». Cosa invece su chi vuole «liberare» la città? «Per essere coerenti - ha affermato ancora la Gervasi - dovrebbero farlo da chi ha governato per gli ultimi 20 anni». La candidata non ne ha fatto un mistero sin dai primi interventi, la prova del nove saranno le liste. Ieri c'erano i suoi candidati volti praticamente alla prima esperienza politica fatta eccezione che per qualcuno che comunque non ha mai ricoperto incarichi nei consigli comunali. Questo è il punto di partenza della Gervasi, unica candidata a sindaco donna, che domenica non ha dichiarato battaglia ai suoi avversari ma ha iniziato il suo percorso con la promessa di lavorare per la città senza perdere tempo, soprattutto con la politica delle voci di corridoio.